Cetraro, intimidazione a don Ennio Stamile: il comunicato di Avviso Pubblico

CETRARO – L’inquietante minaccia rivolta a Cetraro (Cs) al referente regionale di Libera Calabria, don Ennio Stamile – una carcassa di capretto ritrovata sulla sua auto – è un chiaro messaggio mafioso, indirizzato a chi ogni giorno si impegna nell’opera di responsabilizzazione e sensibilizzazione delle giovani generazioni, un’attività che, come sosteneva Antonino Caponnetto, “taglia l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa”.
“Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà a don Ennio Stamile,
che già in passato ha ricevuto minacce per la sua attività di parroco, – ha
dichiarato Maria Antonietta Sacco, Vicepresidente di Avviso Pubblico e
Coordinatrice regionale per la Calabria – nella certezza che continuerà ad essere
un punto di riferimento per chi diffonde la cultura della legalità sul nostro territorio
e non solo. In ogni occasione di incontro, con don Ennio, abbiamo riflettuto sulle
problematiche che assillano la nostra regione ed abbiamo immaginato un percorso
comune per cercare di risolverle, pertanto oggi più che mai abbiamo necessità di
intensificare i rapporti di collaborazione e di confronto con tutti i calabresi che
vogliono adoperarsi nella realizzazione di un cambiamento sostanziale della nostra
terra.
Il compito di associazioni come Avviso Pubblico è anche quello di rilanciare il
proprio impegno nel contrastare l’arroganza della cultura mafiosa, fungendo da
scorta civica a tutti coloro i quali si impegnano quotidianamente in un territorio
difficile come il nostro. I fatti di Cetraro, come l’omicidio della signora Anna Rosa
Tarantino a Bitonto, rappresentano l’ennesima conferma che non possiamo
permetterci di abbassare la guardia nei territori d’origine delle mafie, in cui esse
continuano a spargere il loro letale veleno. Come ha sottolineato don Luigi Ciotti,
fondatore di Libera, ‘resistere vuol dire assumerci la nostra quota di responsabilità”.
L’intimidazione a don Ennio Stamile, rivoltagli mentre era a cena con il Sindaco di
Cetraro Angelo Aita, è solo l’ultimo atto di minaccia consumato in ordine di tempo
nel cosentino, la terza provincia più colpita dal fenomeno degli
“Amministratori sotto tiro”, come censito dall’ultimo Rapporto di Avviso Pubblico.