Calabria, Due Torri Connection: dieci condanne per narcotraffico internazionale

BOLOGNA – Associazione a delinquere finalizzata all’importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti. Si conclude con 10 condanne ed un’assoluzione il processo nato dall’operazione della Dda di Bologna denominata “Due torri connection” e scattata il 2 agosto 2011 ad opera della Dda di Bologna. Ben 26 anni di reclusione la pena per Francesco Ventrici, 45 anni, di San Calogero, il broker internazionale della cocaina già socio in affari di Vincenzo Barbieri, ucciso nel marzo 2011.

Al centro c’era il tentativo, poi fallito, di far arrivare una maxi-partita di cocaina di 1.500 chili che doveva partire dall’Ecuador e raggiungere l’Emilia-Romagna, via Lubiana. Una parte della droga era destinata anche al Vibonese.

Alla pena di 17 anni di reclusione sono stati condannati: Antonio Grillo, 38 anni, di San Calogero, alias “Il Bisonte”; Italo Iannello, 25 anni, di San Calogero, nipote di Ventrici; Ferdinando Zappia, 37 anni, di San Calogero; Giuseppe Simonelli, 37 anni, di Tropea, presunto intermediario fra Ventrici ed i colombiani; Raul Isaza Cano, 50 anni, detto “Il negrito”, colombiano; Mari Vincent, 50 anni, cittadino svizzero: Angelo Mercuri, 48 anni, di San Calogero, cognato di Ventrici.

Nel 2011 le indagini portarono all’arresto di 14 persone tra Italia, Austria e Spagna, accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

A 13 anni di carcere sono stati condannati: Marco Di Maurizio, 36 anni, di Giulianova (Teramo) e Claudio Zippilli, 53 anni, di Sant’Omero (Teramo), indicati come i possessori della villa nella quale occultare la cocaina.

Assolto Giuseppe Grillo, 35 anni, di San Calogero, fratello di Antonio.

L’organizzazione avrebbe agito dal luglio 2010 al gennaio 2011. Finanziatore di alcune importazioni di cocaina – con bonifici bancari disposti il 28 aprile ed il 17 maggio 2011 – sarebbe stato Domenico Campisi, ucciso a Nicotera nel giugno 2011.

L’inchiesta avrebbe anche permesso di documentare incontri e riunioni tenute anche nella villa di Ventrici a Bentivoglio (Bo), tutte finalizzate all’acquisto di 1.500 chili di cocaina che dovevano giungere in un deposito in provincia di Teramo via Ecuador a bordo del velivolo. Il carico, tuttavia, non è mai arrivato in Italia per via di complicazioni sorte nella trattativa con i colombiani, nonostante una spesa preliminare di circa 2,5 milioni di euro. Somma che, secondo la Dea, era stata movimentata tramite un istituto di credito compiacente della Slovenia.

Ai medesimi indagati veniva infine contestata anche l’importazione di mille chili di marijuana dall’Albania. Nel collegio di difesa figurano gli avv. Lojacono, Bruzzese, Palamara, Mele, Porcelli, Malavasi, Pisani e Muscelli.

Francesco Ventrici si era trasferito a Bologna dopo aver scontato le condanne rimediate nell’operazione “Decollo”, scattata nel gennaio 2004 ad opera della Dda di Catanzaro. Si tratta di uno dei massimi broker della cocaina su scala internazionale. Attualmente è coinvolto anche nell’operazione antidroga denominata “Stammer” scattata nel gennaio scorso.