Spazio Domenico Romeo: “Chi è il criminologo? Chi è il criminalista?”

Il sogno di diventare un criminalista, cioè un esperto di investigazioni scientifiche, è già un sogno che si può realizzare da un po’ di tempo. Al Polo Scientifico di Corsico, realtà nata dalla sinergia tra l’Università Popolare Unised e l’Istituto di Scienze Forensi, ci si prepara ora a dare vita al prossimo anno accademico del corso triennale di criminalistica. Sono centinaia i diplomati e i laureati che ogni anno, da tutta Italia, e persino dal Canton Ticino, giungono a Corsico, città dell’hinterland milanese, per seguire le lezioni di scena del crimine, dattiloscopia, investigazione di incendi ed esplosioni, balistica, digital forensics, anticontraffazione, ricostruzione di incidenti stradali e molte altre discipline della cosiddetta “scienza forense”. «Considerata l’affluenza al secondo open day tenutosi sabato 10 giugno scorso, prevediamo che, anche per il prossimo anno, avremo un “tutto esaurito”» ha dichiarato il Prof. Massimo Blanco, direttore del Polo Scientifico. Per l’anno accademico 2017/2018, oltre al triennio di criminalistica, primo e unico corso in Italia nel suo genere, sono stati attivati ulteriori nuovi percorsi di studio. Oltre al triennio di criminalistica, il 2 ottobre 2017 inizieranno i master in criminalistica e in biologia forense (riservati ai laureati) e un executive master in digital forensics al quale potranno accedere i diplomati degli istituti tecnici e dei licei tecnologici, nonché i laureati in materie tecnico-scientifiche. Presso il Polo Scientifico di Corsico si tengono anche corsi e master in criminologia, investigazione e security. Tra i docenti, tutti professionisti affermati e riconosciuti in ambito nazionale e internazionale, troviamo nomi noti al grande pubblico come l’ex comandante del R.I.S. di Parma Luciano Garofano e il Comandante “Alfa”, ex fondatore del Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri congedatosi da pochi mesi. Ma quali sono le possibilità effettive di lavoro in Italia? «Moltissime – risponde il Prof. Massimo Blanco – ma è necessario formarsi e specializzarsi in settori tecnico forensi o della sicurezza che abbiano mercato nel nostro Paese. Infatti, noi ci concentriamo soprattutto sullo studio dei fenomeni criminali nostrani e lasciamo volentieri ad altri gli approfondimenti sui serial killer».
Un’ Università, l’ Unised, pertanto strettamente collegata all’ Ancrim, l’ Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti, un Istituto che per la prima volta differisce e seleziona attraverso parametri ben precisi due categorie: i criminologi ed i criminalisti.
Che differenza s’interpone fra queste categorie ? La criminalistica è definita la ‘scienza delle tracce’ ed il criminalista è dunque un soggetto specializzato in un ambito specifico delle Scienze Forensi ( repertamento tracce, biologo forense, perito balistico etc), mentre la criminologia non è altro che una scienza multidisciplinare volta all’analisi delle fenomenologie criminali in seno alla società ( criminologia clinica e criminologia applicata).
Il criminologo è, dunque, una persona specializzata in tale ambito in seguito a specifici titoli post laurea, e che per portare a termine il proprio compito è obbligato a collaborare con figure collaterali, ma essenziali in seno alla criminologia ( psicologo forense, analista, etc). Altra differenza su cui è obbligo fare luce: il criminalista è spesso un libero professionista che rende le proprie capacità per la risoluzione di un caso ( molto spesso designato dal Tribunale), il criminologo invece è un soggetto che può anche svolgere altre competenze professionali ( insegnamento, Corpi di Polizia, mondo legale, etc).
Si riferisce ciò perché in Italia il mestiere del criminologo non esiste, non esiste un albo, non esiste una vacanza organica definita. Essere criminologi significa essere in possesso di un titolo, di una specializzazione che si acquisisce dopo anni di studio in Istituti e comparti forensi ad hoc, non di un mestiere. Purtroppo nella nostra Nazione il malcostume mediatico, generato dalla diffusione di fictions a tema, ha creato una disinformazione in tale ambito ed in diversi talk show il semplice opinionista diventa magistrato ed un semplice giornalista si tramuta in profiler. E’ d’obbligo una regolamentazione specifica nella considerazione che i processi sono una cosa molto seria, il loro luogo è racchiuso all’interno di Procure e la conoscenza delle carte processuali è affidata a soggetti ben definiti che non vanno a discutere dei casi in tv perché violerebbero l’art. 329 c. p. p. ( Segreto Istruttorio). Altro dato su cui porre particolare attenzione: fare il profilo psicologico di soggetti indiziati o iscritti nei registri degli indagati ed accostarli come colpevoli di un reato, in Italia è vietato dalla legge. Malcostume che, spesso, si evidenzia in trasmissioni televisive dove soggetti non titolati a riferire su fenomenologie criminali in corso, nonché additando soggetti indagati come possibili ‘colpevoli’, rasentano la configurazione di questo reato che, a parere del sottoscritto, è grave perché figlio di una conoscenza alquanto superficiale, approssimata ed azzardata delle norme.
E’ compito di noi criminologi segnalare e rapportare disfunzioni sociali che potrebbero condurre all’allontanamento del senso primario dell’ambito scientifico: lo sforzo per ricerca della verità, perché se è vero che il criminologo è sì sganciato dall’appartenenza ad un albo professionale, è altrettanto vero che è legato a codici deontologici molto chiari e fermi di indubbia interpretazione.
Non rimane che affidare la nostra conoscenza e preparazione a soggetti come i professionisti già citati in incipit , per proseguire un percorso di crescita in un ambito molto serio come quello delle Scienze Forensi, in cui l’essere umano rimane l’elemento base ed il nucleo centrale di ogni tipo di fondamento da cui partire.

Domenico Romeo