Spazio Domenico Romeo: “La Catalogna, il Re e lo Stato totalitario”

Una polveriera pronta ad esplodere al primo comunicato di ‘indipendenza’: questa è la Catalogna, Regione della Spagna, in queste ore.
A questo punto ci sarebbe da chiedersi: il potere e la volontà di autodeterminazione appartengono al popolo o al Re? Alla maggioranza di una Nazione, di una Regione, di una comunità etnico-sociale o a una sola entità organica? L’evoluzione sociale, culturale, politica dell’uomo e dei tempi insegna che le ere divengono avverse a qualsiasi monarchia; l’ uomo non ha bisogno di alcun Re, non ha bisogno di un Sire, così come un essere umano ha il diritto di sentirsi cittadino, non suddito. Ecco la sostanziale differenza fra una Monarchia e una Repubblica. Se l’ Italia non si fosse liberata di casa Savoia, sarebbe cresciuta meno evoluta rispetto agli altri Paesi europei, sotto ogni aspetto: etico-morale, politico, sociale. La nascita della Repubblica, in Italia, ha significato lo scrollamento da sistemi di poteri obsoleti in cui non era l’uomo ed il cittadino al centro del sistema sociale, ma la ‘dinastia’ ( nel caso di specie, accusata di efferatezze al Sud Italia nonché co-firmataria delle leggi razziali). Ancora prima, se il Sud Italia non si fosse ribellato ai Borbone, avrebbe proseguito i suoi giorni succube di una dinastia che concedeva e ritirava schizzofrenicamente Costituzioni liberali, aizzando disperazione e cospargendo oppressione. “L’uomo nasce libero, ma ovunque è in catene”, sosteneva Rousseau nel suo ‘Contratto sociale’, ma è anche vero che l’istinto primordiale di qualsiasi essere umano è quello di ribellarsi alle oppressioni.
C’ e’ da porsi, anche, un quesito: non sarebbe il caso di riguardare l’ assetto etnico-politico della Penisola Iberica, in considerazione che la ‘rogna Catalogna’ e’ una causa perorata già in epoca antica?. Sarebbe opportuno, dunque, documentarsi, studiare la storia etnica di quei luoghi, al fine di azzardare un quadro appena chiaro ed obiettivo. E se davvero i catalani non fossero mai stati ascoltati nelle loro ragioni ?. Altro quesito da porsi. Se l’ identità di Nazione e’ stata chiesta ed ottenuta da Bosnia, Kosovo, Slovenia, Lettonia, Estonia, Repubblica Ceca, Slovacchia ( Paesi che dopo la caduta del Muro di Berlino si sono liberati dalla tirannia della ‘cortina di ferro’), perché questo non può avvenire per i catalani? Siamo sicuri che le Monarchie non siano dotate delle medesime forme mentis, nonché strutturate concettualmente e di fatto, come le dittature di qualsiasi colore, ossia propendenti a soffocare idee, vagiti di libero pensiero identitario?. E’ naturale, per coloro i quali sono dotati di vocazione liberale, accostare monarchia a regime totalitario?. Una monarchia qualsiasi e’ una dittatura simbolica, un regime dichiarato o un totalitarismo mascherato?. Una monarchia qualsiasi e’ un regime ‘con la corona’ che si presenta sotto forma ‘regale’, ma che sempre regime e’ in fin dei conti?.
Altro quesito da porsi è il seguente: l’indipendentismo ha una matrice ideologica ? E’ di destra o di sinistra ?. La storia ha insegnato che qualsiasi forma di indipendentismo è scevro dalle collocazione ideologiche destra/sinistra che con il trascorrere del tempo assumono il sapore di vecchie, grette collocazioni nozionistiche, abbattute dall’evoluzione culturale dei tempi e dalla necessità dell’uomo di aggiornare ciò che Norberto Bobbio indicava come ‘l’età dei diritti’. L’indipendentismo, è dunque ricostruzione e consolidamento dell’assetto dell’identità etnica, probabilmente soffocata o non capita da un potere soverchiante.
Le immagini della Catalogna, d’ altronde, rievocano antichi fantasmi risalenti all’ epoca giacobina, quando il solipsismo reale di una Regina distaccata dalla realtà sociale dei suoi sudditi, fu turbato a corte da un servo di sua Maesta’. Difatti, la storia narra che fu proprio Maria Antonietta a sentire i primi tumulti di piazza che anticiparono la fine dell’‘Ancien Régime’, chiedendo : “Che cos’e’ questa rivolta?” ” Non e’ una rivolta, Regina: e’ una rivoluzione…” fu la risposta dello stesso servo. Forse e’ proprio vero che la storia si ripete ciclicamente come sosteneva Vico, ma e’ anche vero che, come asseriva Primo Levi, quando il passato si dimentica, si è condannati a riviverlo. Sempre.

Domenico Romeo