Volo Cancellato? Maurizio Silenzi Viselli. Rappezza news. 3° Megalotto. Integrazione a senso unico? Piccole notizie di vita

Cosenza, Franceschini presenta il suo libro al “Rendano”.
Il ministro Dario Franceschini, accogliendo l’invito di Zonadem, presenterà lunedì 27 novembre a Cosenza, alle 17,30, nella Sala del Ridotto del Teatro Rendano, il suo nuovo libro, ‘Disadorna e altre storie’, edito da La Nave di Teseo.
Iacchite’.com.
FATECI CASO, VENGONO IN CALABRIA SOLO PER CHIEDERE QUALCOSA: TIPO INVITARE AD ACQUISTARE LA LORO STRAZIANTE RACCOLTA DI RACCONTINI (NEL CASO IN OGGETTO), OPPURE PER CHIEDERE VOTI, OD ANCHE, NON ULTIMO, PER SOSTENERE LA REALIZZAZIONE DI OPERE (INUTILI E DANNOSE) PER CUI HANNO GIÀ PATTEGGIATO “QUALCOSA”.
LA COSA INCREDIBILE È CHE TROVANO SEMPRE FOLLE APPECORONATE DISPOSTE AD APPLAUDIRLI (EUFEMISMO). SLURP.
SCRIVEVO TEMPO FA SUL QUOTIDIANO DEL SUD:
Bene, la dottoressa Rita Tagliati, che ha conosciuto Franceschini all’Università di Ferrara (di cui è stata anche Vicesindaco), e che si sta battendo per evitare le devastazioni (anche ambientali ed economiche) della progettata superstrada (3° Megalotto), è andata dal Ministro e gli ha consegnato la mia pubblicazione “Sibari, questa sconosciuta?”, nella quale, come già detto, si evidenzia la posizione della città Magno greca sul tracciato del progetto Anas.
Poi gli ha chiesto se quello scempio urbanistico e storico si poteva evitare.
Il Ministro si è forse ripromesso di applicare, almeno lui, l’articolo 9 della Costituzione, che impone allo Stato di tutelare il paesaggio ed il patrimonio storico della Nazione?
Oppure, solo prudenzialmente, ha assicurato che avrebbe approfondito i contorni di un potenziale così grave danno al nostro patrimonio?
No. Ha risposto semplicemente che: “L’opera si deve fare.”.
Per spiegarmi meglio, sarebbe come se un medico andasse dal direttore di una clinica ad avvertirlo che in un reparto, per un errore di cartella clinica, si è deciso di amputare una gamba ad un paziente ricoverato per una semplice bronchite, ed il direttore gli rispondesse: “La gamba si deve amputare.”.

Pubblicità United colors of Benetton.
QUESITO:
INVECE DI PORTARE I LORO DA NOI,

Benetton, Oliviero Toscani firma campagna su integrazione

PERCHÉ, STRANAMENTE, NON PORTIAMO ANCHE I NOSTRI DA LORO?
SENSO UNICO?

PICCOLE NOTIZIE DI VITA
Quando mio padre portava avanti un maglificio a Roma, ancora non esisteva quello dei Benetton.
Mi ricordo, bambino, le circolari che tessevano il jersey 24 ore. Le sarte che tagliavano i capi, le “tagliaecuce”, le stiratrici.
Tutto realizzato con pura lana vergine di una filatura al nord.
Quando accompagnai mio padre in uno dei suoi viaggi di lavoro presso l’opificio, l’amministratore delegato (mi pare si chiamasse Osella: memoria di ferro) mi fece toccare le mani di alcune operaie che selezionavano il vello grezzo, erano incredibilmente vellutate per il continuo contatto con la lanolina.
Poi, verso il 1962 mio padre mi pose un quesito. Si stavano affacciando le fibre artificiali e lui mi chiese se, secondo me, doveva abbandonare la costosa lana vergine per lavorare quel nuovo prodotto.
Io gli risposi che sì, il basso costo avrebbe creato un aumento della domanda.
Lui, dopo averci pensato sopra, mi disse che non se la sentiva di abbandonare un filato di alta qualità, per utilizzarne uno più scadente.
Nel 1965 i Benetton fondarono il loro maglificio e, grazie alle fibre sintetiche, ottennero un immediato successo.
Incrociai, casualmente, Luciano Benetton, anni più tardi, quando, dopo che il suo gruppo aveva acquisito la tenuta agricola Maccarese, ed avere concordato con l’amministrazione di Fiumicino (di sinistra) una lottizzazione nel contesto archeologico della Torre Primavera (vedi “Il Porto di Roma; Newton & Compton Editori),

dovetti contestare il devastante progetto, che era stato approvato sottacendo che le volumetrie edilizie erano state già trasferite ed utilizzate altrove.
Luciano Benetton, nel bel mezzo della disputa, rilasciò un’intervista sprezzante nei miei confronti, dicendo che lui aveva sempre vinto le sue battaglie.
Quella battaglia la perse, perché io, anche sfruttando l’appoggio del Corriere della Sera, allora controllato da Cesare Romiti (Vincino gli dedicò una vignetta sarcastica sulle sue “aspirazioni” agricole), ed applicando la mia logica urbanistica stringente, riuscii a far cancellare la lottizzazione.
Oggi, lo stesso Luciano, dopo essersi dedicato ad attività finanziarie globali, ed avere trasformato l’azienda in una Multinazionale (vedi la sua pelosa politica d’integrazione: United colors…), deve tornare ad occuparsi del maglificio che sta andando in malora.

Benetton in crisi, la furia di patron Luciano: «La gestione è stata malavitosa…»

ilmessaggero.it

MA NO LUCIANELLO, SÙ, NON FACCIA COSÌ…UN PALADINO COME LEI DELLA VERA SINISTRA. DAI, CERCHI DI MANDARE GIÙ QUALCOSA, MAGARI SENZA PANE.

BOCCA MIA, BOCCA TUA, QUALE È PIÙ BELLA LA MIA O LA TUA?
UNITED COLORS OF MAGNÀ.

ITAR-TASS 20: KALININGRAD, RUSSIA. DECEMBER 13. Benetton Group chairman Luciano Benetton who arrived in Russia’s Baltic enclave Kaliningrad to promote his newly-opened clothing retail store, enjoys a meal at a hotel. (Photo ITAR-TASS / Igor Zarembo)
22. Ðîññèÿ. Êàëèíèíãðàä. 13 äåêàáðÿ. Ãëàâà êîìïàíèè «Benetton» Ëó÷èàíî Áåíåòòîí, ïðèëåòåâøèé â ãîðîä äëÿ îçíàêîìëåíèÿ ñ ðàáîòîé ìàãàçèíîâ ñâîåé ñåòè, âî âðåìÿ óæèíà â ãîñòèíèöå. Ôîòî ÈÒÀÐ-ÒÀÑÑ/ Èãîðü Çàðåìáî