Lamezia, Asp: incontro su “Epidemiologia regionale dei decessi per gravi cerebrolesioni e attuazione PDTA”

LAMEZIA TERME – Il tema dei trapianti d’organo è stato uno degli argomenti trattati in occasione del corso di formazione sul tema “Epidemiologia regionale dei decessi per gravi cerebrolesioni e attuazione PDTA”, rivolto agli operatori sanitari dell’ASP di Catanzaro.

Tra i partecipanti all’evento, organizzato dall’unità operativa Formazione e Accreditamento  diretta dalla dott.ssa Clementina Fittante, su invito del Centro regionale trapianti (CRT), anche due componenti del Gruppo operativo interdipartimentale aziendale per la donazione degli organi e dei tessuti a scopo di trapianto, insediatosi a Lamezia Terme qualche mese fa al fine di porre in essere delle azioni finalizzate all’incremento dei donatori: il dott. Piercarlo Rizzi, direttore Medicina Legale di Catanzaro nonché coordinatore del Gruppo e il dott. Antonio Montuoro, referente sanità penitenziaria.

Il CRT aderisce alla Campagna Nazionale “Diamo il meglio di noi” organizzata quest’anno dal Centro nazionale trapianti (CNT) per promuovere la cultura della donazione e per informare in modo più capillare sul territorio, tutti i cittadini ed anche coloro che da quest’anno, rinnovando la carta d’identità, possono manifestare la volontà di essere donatori di organi e tessuti, dopo la morte.

Nell’intervenire in qualità di relatrice, la dott.ssa Elisabetta Macrina, responsabile Area Formazione del Centro regionale trapianti, si è soffermata sull’importanza di una corretta informazione per sensibilizzare sul tema della donazione di organi, e, facendo riferimento all’indispensabile presenza degli Uffici Stampa nelle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, ha dichiarato:

“È necessario saper porgere questi temi nelle occasioni più diverse e negli ambienti per noi più insoliti, per far conoscere e far comprendere sempre meglio e senza paura il mondo delle donazioni e dei trapianti. Preso atto che la Regione Calabria è fra le ultime regioni per numero di donazioni e fra le prime per numero di opposizioni, il CRT ha ritenuto importante dare più spazio ad una corretta informazione sul tema; per fare questo è utile analizzare insieme alcuni punti fondamentali della comunicazione, cui noi operatori sanitari, dobbiamo fare riferimento per riuscire a dare aiuto e, battere la paura. Questa dichiarazione preventiva, oltre a soddisfare il fondamentale diritto all’autodeterminazione, solleva i parenti dal peso di una drammatica decisione quando sono chiamati ad una scelta anticipata. Per permettere una scelta consapevole è indispensabile una corretta informazione, ma il rimando al tema della malattia e della morte rendono, la donazione ed il trapianto, temi non facili da comunicare, perché siamo di fronte ad un argomento complesso e delicato più di altri, che necessita di una comunicazione fatta con cura e competenza. In tal senso, la comunicazione dei risultati ottenuti in termini di vite umane salvate nell’ambito del processo donazione-trapianto, agli operatori sanitari come alla popolazione in generale, continua ad essere un punto importante per accrescere la credibilità del sistema e promuovere un comportamento di solidarietà. Inoltre, in un mondo che vive di comunicazione, ottenere buoni risultati senza comunicarli rappresenta uno spreco di risorse e ciò vale anche per le istituzioni pubbliche come: Ministero della Salute, CNT, CRT, ASP, A.O.. In questi casi inoltre non sapere comunicare il proprio lavoro o i propri risultati significa anche sottrarre ai pazienti ed alla collettività, informazioni utili e diritto alla salute; ecco che la sfida del nostro lavoro, specie in Calabria, è quella di dare un’immagine del sistema “donazioni-trapianti” il più possibile aderente alla realtà, facendo conoscere l’efficienza e le garanzie del sistema stesso e diminuendo, per quanto possibile, il divario tra quello che si percepisce e quelli che sono i risultati concreti. Comunicare nel sistema Donazione-Trapianto non significa pubblicizzare un prodotto (“marketing”) bensì cercare di utilizzare nel modo giusto i media per diffondere una cultura della solidarietà, per aiutare ogni cittadino ad essere più consapevole e per aumentare il numero dei donatori; ma la pura e semplice informazione non bastano, per spingere le persone a fare o non fare una cosa.”

Dunque, un tema così delicato e spesso determinante per salvare vite umane, richiede, soprattutto da parte delle istituzioni, un’adeguata attività di comunicazione perché i cittadini siano sensibilizzati, informati, rassicurati e lasciati liberi di scegliere un gesto importante che racchiude in sé solidarietà, altruismo, generosità, che consente di donare ad altri una nuova speranza di vita.