Acque reflue in mare. Accusati di nuovo Iovene e D’Ambrosio

A Sant’Eufemia Lamezia è stato scoperto, dalla guardia costiera della delegazione di spiaggia di Gizzeria lido, uno scarico attivo di acque reflue non depurate provenienti da un pozzetto d’ispezione della rete fognaria comunale. Le predette acque reflue si immettevano dapprima in un canale di scolo di acque bianche e successivamente confluivano nel torrente Cantagalli che sfocia nel Golfo di Sant’Eufemia. Da quì scattava una denuncia per il dirigente dell’area tecnica del Comune di Lamezia, Andrea Iovene e per l’amministratore delegato della Lamezia Multiservizi, la società che gestisce il sistema fognario di Lamezia, Biagio D’Ambrosio. E’ la seconda denuncia in pochi giorni per i due visto che questa operazione è la prosecuzione di un’attività che nei giorni scorsi ha accertato un altro scarico abusivo in località Cutura, sempre da parte della Guardia costiera. In quel caso erano stati scoperti due scarichi a ridosso del fosso “Fella” (in quel momento inattivi) che erano collegati ad un pozzetto della con dotta fognaria comunale e altri due scarichi contigui ad una vasca di accumulo della medesima condotta, anche questi sfocianti nel predetto fosso. E anche in questo secondo caso, dopo la scoperta dello scarico abusivo di Sant’Eufemia Lamezia, veniva redatta un’informativa di reato depositata alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme giunta sul tavolo del sostituto procuratore, Luigi Maffia, che ha emesso un decreto di sequestro preventivo di urgenza, come mezzo per porre freno alla situazione di inquinamento ed al fine di evitare la prosecuzione dell’attività abusiva, con l’indicazione di un termi ne di 30 giorni per l’esecuzione delle opere urgenti e necessarie. Anche in questo caso a Iovene e D’Ambrosio vengono contestate le ipotesi di reato, in concorso, di danneggiamento, getto pericoloso di cose e deturpamento delle bellezze naturali. E’ stato anche elevato un verbale amministrativo per avere effettuato uno scarico di acque reflue in assenza della prevista autorizzazione ai sensi dell’art. 124 del decreto Legislativo 152 del 2006 “Codice dell’ambiente”. E le attività investigative proseguiranno sul territorio, così come annuncia il comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, Paolo Marzio, sempre sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, tese ad accertare tutte le possibili fonti di inquinamento delle acque marine del Golfo di Sant’Eufemia.