All’Asp vendevano protesi ai morti: c’è un indagato

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E anche se, al momento, gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo, l’unico provvedimento ufficiale emanato dalla Procura della Repubblica sarebbe proprio il decreto di perquisizione nel quale figurerebbe il nome di Bruno Cimino. Che però sarebbe soltanto uno degli indagati. Le ipotesi di reato sono: corruzione, truffa e ricettazione.
Cimino, infatti, nei giorni scorsi sarebbe stato il destinatario di un avviso di garanzia e, nel mese di novembre del 2001, era finito in manette nell’ambito dell’operazione condotta dalla finanza dal nome in codice “Lex Genuncia”. Cimino e altre nove persone erano stati accusati, a vario titolo, di usura aggravata, tentata estorsione ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Dopo essere finito in carcere a Cimino gli erano stati concessi gli arresti domiciliari.
I dirigenti della stessa azienda sanitaria stanno effettuando delle verifiche ed avrebbero già sporto denuncia contro il titolare di questa azienda.