Ammazzato Francesco Torcasio, figlio di Vincenzo Torcasio ucciso un mese fa.

Quattro omicidi, due dei quali di matrice mafiosa, in poco meno di tre mesi. Questo quanto sta avvenendo a Lamezia Terme che da maggio in poi vive l’incubo della faida tra i clan. Ieri mattina in pieno centro a distanza di un mese dall’uccisione del padre Vincenzo, è stato ucciso Francesco Torcasio, che domenica avrebbe festeggiato il suo ventesimo compleanno. Sono da poco trascorse le 8.30 quando Francesco Torcasio sulla sua Peugeot 107 azzurra trova lo spazio necessario per parcheggiare. Fa appena in tempo a fermare il mezzo, mettere il freno a mano e, forse, a tentare di spegnere il motore, quando una moto con a bordo due persone con tanto di casco in testa, affiancano l’auto. Rallentano quanto basta, e poi con una calibro 9 uno dei due motociclisti scarica il caricatore contro il giovane, che molto probabilmente non ha nemmeno il tempo di capire cosa stia accadendo mentre la raffica dei colpi lo raggiunge nella parte alta del corpo, al torace ed all’addome, uccidendolo sul corpo. Portato a segno il loro compito criminale, i due si allontanano tranquillamente facendo perdere le proprie tracce. Prima di darsi alla fuga, effettuano un ultimo gesto, forse una sfida, forse un messaggio in codice a chi deve capire: la pistola con cui hanno ucciso quel ragazzo viene lasciata nell’auto, accanto al cadavere, buttata attraverso quel finestrino aperto da cui si intravede il corpo ormai senza vita del giovane con la testa attraversata da un rivolo di sangue e reclinata in avanti. Pochi secondi sono bastati per uccidere quel ragazzo che il sette giugno scorso aveva assistito alla morte di suo padre Vincenzo, ucciso anch’egli in un agguato mafioso mentre era su un campo di calcetto durante una partita della squadra che allenava. Questo omicidio scuote ulteriormente i cittadini lametini che non si sentono più sicuri. Due omicidi entrambi in presenza di altra gente. Fanno pensare a killer professionisti e gente senza scrupoli che pur di farsi giustizia poco badano ad eventuali incidenti di percorso. Inoltre, l’uccisione del padre un mese fa, e del figlio ieri, fanno pensare alla riapertura della guerra tra famiglie rivali che mirano all’egemonia del territorio. Lamezia insomma non vive più, i lametini hanno paura! Da qui l’appello del sindaco “La vendetta non serve, alimenta solo odio e sangue ed espone a rischi anche cittadini inconsapevoli che passano per caso sul posto dei delitti e degli attentati”.