Ancora fastidiosi preconcetti contro la Calabria. Un coro di commenti istituzionali indignati per le parole offensive di una docente dell’università di Bergano

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Stupisce che una docente di Diritto penale parli in questi termini, offendendo deliberatamente non solo il prestigio dell’Ateneo di Catanzaro e dell’Università calabrese in genere, ma la dignità di un’intera comunità regionale.
I calabresi non sono né cerebrolesi né tanto meno consiglieri delle ndrine, ma un popolo ricco di cultura e storia così come quello lombardo, un popolo che si è stancato degli insulti gratuiti e ora rivendica la propria identità. Rispediamo al mittente queste idiozie dal retrogusto lombrosiano, con l’augurio che, almeno nelle aule universitarie, il termine “calabrese” non venga utilizzato come etichetta dispregiativa. Sarebbe davvero il colmo».

Intanto, ieri mattina il rettore dell’università “Magna Grzecia”, prof. Aldo Quattrone, ha espresso al direttore del Dipartimento di scienze giuridiche, storiche, economiche e sociali, prof. Luigi Ventura, ai docenti e agli studenti, «grande solidarietà» per l’episodio giudicato offensivo non solo per studenti e docenti dell’Area giuridica, storica, economica e sociale, ma per l’intera popolazione calabrese.
Il direttore prof. Ventura ha immediatamente risposto al rettore, ringraziandolo ed esprimendo sincero apprezzamento per la solidarietà, inviandogli una lunga lettera che egli stesso riassume motivando: «A razzismo si può anche rispondere con razzismo giacobino». Il prof. Ventura eviterà, per senso di responsabilità, di rispondere pubblicamente, ma i contenuti sono tutti in quella lettera che sarà a disposizione dei docenti e dei rappresentanti degli studenti, insieme alla missiva del rettore.
«Comunque sia – tiene a precisare il direttore del dipartimento – appare strana la mancata querela da parte della signora Szego, in relazione all’asserita violazione del proprio profilo Facebook, argomentata da motivi risibili».