Assoluzione per Sandro Ielapi

La Corte ha emesso lo stesso verdetto anche per gli altri imputati.

Si è conclusa con l’assoluzione di quattro persone la vicenda giudiziaria che vedeva sedere sul banco degli imputati del tribunale di Lamezia Terme Sandro Ielapi, Gianfranco Cetraro, Rocco Vonella e Daminano Berlingieri. Comparsi davanti al tribunale lametino riunito in composizione collegiale i quattro si sono dovuti difendere dall’accusa di vari reati. In particolare, Ielapi doveva rispondere di tentata estorsione aggravata. Era stato accusato di aver inviato ai titolare di una concessionaria di Girifalco una missiva con dentro alcuni proiettili e con indicata sul mittente la scritta “I tuoi amici, voi ci capite al volo”. La lettera venne intercettata nel 2007 nel centro meccanografico di San Pietro Lametino e Ielapi avrebbe agito in questo modo “per conseguire un ingiusto profitto” in quanto non avrebbe voluto pagare un’auto che aveva acquistato da quel concessionario. Nel corso delle varie udienze, il perito nominato dalla difesa ha fatto notare alla Corte che “la grafia della missiva non poteva essere attribuita a Ielapi nè alla moglie di lui e che lo stesso era completamente estraneo al fatto delittuoso contestato”, così come lo era anche nei confronti degli altri reati da cui si doveva difendere, anche in concorso  con gli altri tre, come, ad esempio, quello di avere dato vita a diverse piantagioni di canapa indiana nei territori di Cenati, in provincia di Vibo, o di avere sottratto un rotolo di rame, di un metro di diametro per cento chili di peso, all’interno di un magazzino adibito ad officina ed a custodia di attrezzature e materiale di vario genere, di proprietà di una cooperativa che opera sul territorio di Lamezia. Nella sua arringa, Attisani , avvocato di Ielapi, nel dare atto della “grande onestà intellettuale e professionale del rappresentante della pubblica accusa”, sostenuta in aula dal Pm Domenico Galletta che al termine della sua requisitoria aveva chiesto l’assoluzione di tutti e quattro gli imputati, ha ripercorso le varie fasi delle indagini a suo tempo eseguite evidenziando, a suo dire “la palese insussistenza di ogni elemento di accusa nei confronti del mio assistito e degli altri imputati”. Quidni, soffermandosi 2sulle prove di non colpevolezza emerse nel corso dell’istruttoria dibattimentale”, Attisani ha chiesto l’assoluzione degli imputati. Richiesta, quest’ultima, che è stata accolta dal Tribunale di Lamezia che li ha assolti.