“Bisogna prendere le distanze e scacciare senza pietà le società nocive presenti sul territorio

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Ma questo può essere un dato di natura etica, mentre vorrei porre l’accento su un problema di natura sociale ed istituzionale. Questa vicenda ha portato al sequestro di una importante struttura alberghiera e a quote di diverse società con una patrimonializzazione rilevante visto che nella “pancia”  di queste società erano insiti beni per svariati milioni di euro. Su questo fatto, assieme a tutti  gli altri che abbiamo rappresentato altre volte, s’impone una giusta e adeguata riflessione sulla legalità  e sulla gestione imprenditoriale di questo territorio caratterizzato, di certo, da un dinamismo commerciale e industriale più che in altri centri di questa regione, ma afflitto allo stesso tempo da problemi fondamentali, costituzionali in materia di finanziamenti. Problemi che generano gestioni illecite e uso clientelare del fenomeno usuraio. Ogni qualvolta si è, infatti, in presenza di finanziamenti pubblici c’è la tendenza ad ottenerli in modo fraudolento, creando  un’immagine di occupazione inesistente il tutto al fine di dirottare importanti risorse finanziarie di natura pubblica a fini personali. Questo ha cambiato modo di intervento di questo ufficio che non  punta solo  sul reato immediato che è la truffa ma a creare le condizioni perché si possa configurare il reato di bancarotta fraudolenta agendo su due fronti: sul piano civile e penale. Nel solo anno passato questo ufficio ha avanzato poco più di 50 istanze di fallimento. Le società nocive devono uscire dal circuito economico. Devono assolutamente sparire. Pongo quindi  un problema serio a chi ha responsabilità, ovvero come ci sia la necessità di una nuova consapevolezza da parte delle associazioni di categoria, penso a  Confesercenti e Confindustria, che si pongano  il problema della legalità interna ai loro appartenenti. Questo, credo, sia il modo migliore, ovvero creare quella rete di legalità che avvii un circolo virtuoso tra rappresentanza delle imprese e organi deputati al controllo.

Credo ancora con grande forza e determinazione, che un sistema che crei legalità consenta di rafforzare  il sistema immunitario delle imprese sane del territorio spesso costrette, obbligate dall’imprenditore malavitoso a chiudere i battenti a causa della concorrenza illecita che crea proventi finanziari in maniera fraudolenta. Non si può pensare, e mi riferisco ancora alle associazioni di categoria, che il contrasto alla criminalità organizzata deve essere fatto, viene e sarà fatto con  forza e determinazione, si fermi alla struttura delle organizzazioni malavitose, ossia alla macelleria mafiosa. Occorre invece risalire al sistema delle relazioni imprenditoriali per espungere dal circuito ufficiale le aziende a vario titolo compromesse con gli appartenenti alle consorterie mafiose. Mi riferisco soprattutto, e lo dico a voce alta, a quei negozi che consentono il prelievo di merce a mafiosi e a parenti di mafiosi senza pretendere il pagamento del prezzo.  Noi, da parte nostra su questo fronte, agiremo dal piccolo: li seguiremo passo passo e vedremo se rilasceranno lo scontrino fiscale. Senza tralasciare le numerose società cartiere create al solo fine di emettere fatture per operazioni inesistenti. Mi riferisco alla conduzione pilotata di imprese al fallimento dopo averle svuotate di ogni attivo, con grave danno al circuito economico creando un effetto domino disastroso per l’economia locale e nazionale, travolgendo le imprese sane che non riescono a recuperare i loro crediti e quindi private d’importanti risorse per andare avanti.

C’è bisogno, e mi rivolgo ai rappresentati delle associazioni di categoria, di una sana cultura d’impresa che parta dall’uso delle risorse d’impresa finalmente anche nell’interesse dell’economia nel suo insieme, in modo da trovare un sano equilibrio tra sacrosante esigenze di profitto e l’interesse e il benessere dell’economia locale e della comunità che non può essere di pochi cittadini che ostentano ricchezza, spesso fasulla, dell’apparire basato sulla macchina di grossa cilindrata. Faccio un appello alle associazioni di categoria perché avviino una ricerca sulla quantità di occupazione derivante da svariati milioni di euro destinati alle imprese di questa città. Se il numero degli occupati, come credo, sia pari a zero allora si avvii un’opera di legalità all’interno di queste corporazioni scacciando senza pietà e senza remore le imprese criminali. Voglio fare un appello alle forze sociali e politiche: evitino di sostenere imprese che richiedono finanziamenti senza avere certezze dell’uso lecito di questi o per effimere operazioni di apparente occupazione che si risolvono in un precariato assolutamente clientelare, senza base e senza speranza. Approfitto di questa operazione perchè questo mio messaggio sia  incanalato nella giusta dimensione”.