Bomba esplode in un bar a Cosenza. Sfiorata la strage

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La bomba fatta esplodere, di notte, all’interno di un bar di Via Popilia a Cosenza ha sventrato le mura del locale scagliando in aria le porte blindate e le finestre antisfondamento, e frantumando i vetri degli infissi di negozi e abitazioni che sorgono li vicino. Un boato enorme che, alle 2.20, ha svegliato tutta Cosenza. Dovevano colpire il bar e a momenti facevano una strage di innocenti. Il titolare dell’esercizio pubblico, Francesco Porco, è stato sentito per ore dai carabinieri del maggiore Matteo Salvatori. L’uomo non sa, nega di aver ricevuto richieste estorsive, d’essere stato avvicinato dai “malacarne”. E forse è vero. Il racket non c’entra perchè non va in giro a distruggere le attività. Piuttosto, le spreme, fino all’ultima goccia di sangue, anche fino a rilevarle, ma non le cancella per non perdere il “contributo”. La pista del “pizzo” non è ancora lievitata nell’inchiesta del procuratore dario Granieri e del suo sostituto Giuseppe Visconti.

Dalle prime indagini, sembra emergere altro. Intanto la volontà dei bosso di colpire al cuore il titolare dell’esercizio, anche se l’imprenditore non è stato di grande aiuto, non ha fornito agli inquirenti elementi investigativi da approfondire. Però i carabinieri sembrano non sottovalutare quel sottilissimo filo che sembra annodare l’attentato della notte tra venerdì e ieri alla scomparsa del “reggente” dei “Bella bella”. Porco aveva rilevato il bar un anno fa da una congiunta di Luca Bruni, sparito martedì scorso per “lupara bianca”. Ma non c’è molto che contribuisca ad alimentare questa pista, solo sospetti.

L’attentato al bar “Capital Cafè” comincia poco dopo le due di ieri notte. Gli attentatori fanno irruzione nel bar passando dall’ingresso secondario che affaccia sul retro. Posizionalo l’ordigno rudimentale costituito da un paio di chili di polvere da sparo confezionati attorno a una tanica di benzina. Un ordigno rudimentale innescato, probabilmente a mano. I malviventi hanno avuto pochissimo tempo per abbandonare quella polveriera. Alle 2.20 è esploso il mondo. La deflagrazione ha sventrato persino le mura perimetrali danneggiando una lavanderia e un negozio d’arredamenti confinanti con il bar. Una delle porte del locale è stata sparata a 54 metri di distanza. Quel tuono ha svegliato i 15.000 abitanti che vivono in Via Popilia.

Sul posto sono arrivati subito i carabinieri avvertiti da una telefonata al 112. Con loro i vigili del fuoco che prima hanno domato il rogo e poi hanno ispezionato l’edificio, dichiarato agibile alla fine dei controlli.