CALABRIA: Protestano i sorveglianti idraulici senza stipendio: INFOCONTACT, Bellanova rassicura: FONDAZIONE CAMPANELLA, a Reggio l’ultima speranza

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Intanto Carlo Guccione, consigliere regionale Pd, denuncia che dal 25 novembre 2010, grazie alla stipula di un Accordo di programma quadro tra il Ministero per l’Ambiente e l’allora presidente della Regione Scopelliti sono stati stanziati 220 milioni di euro per interventi urgenti di mitigazione del rischio idrogeologico ma a tutt’oggi «le uniche risorse utilizzate sono quelle relative alla voce “spese generali” e su 185 interventi previsti i solo per 18, per una spesa complessiva pari a 19.800 euro, sono state avviate procedure di gara». Oltre a dare corso a questi interventi secondo Guccione c’è bisogno di un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio per prevenire dissesti idrogeologici ed esondazioni, utilizzando appieno lo strumento di Calabria Verde, la nuova società che raggruppa le competenze dell’ex Afor, delle Comunità montane, del monitoraggio e della sorveglianza idraulica. «La notizia della nomina di Maurizio Croce a nuovo commissario delegato alla mitigazione del rischio idrogeologico è – secondo l’esponente Pd – da accogliere come una opportunità per cambiare rotta». (Gazzetta del Sud – B.ca.)

INFOCONTACT

Giovedì al ministero del Lavoro sarà attivato il tavolo di crisi sulla vertenza Infocontact. A parlarne ai lavoratori del call center nell’area industriale di Lamezia Terme è stato il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova.
Ieri pomeriggio la rappresentante di governo ha incontrato i dipendenti dei call center di Lamezia e Rende nello spiazzo dell’azienda. Armata di megafono, sotto un sole cocente, Bellanova ha ribadito che gli obiettivi da perseguire sono quelli di far rimanere sul territorio la realtà produttiva esistente e di mantenere le commesse. Salvare i posti di lavoro «evitando la delocalizzazione e garantendo qualità e professionalità».
Il sottosegretario ha aggiunto: «Al tavolo ministeriale sapremo cosa ha in mente il commissario straordinario, cosa vogliono i sindacati e quale passaggio bisognerà compiere perché non vadano altrove i posti di lavoro». La concretezza dell’esponente del governo Renzi, la sua disponibilità a voler trovare una soluzione favorevole per i lavoratori, ha incontrato i consensi dei rappresentanti sindacali e dei dipendenti che hanno salutato con applausi scroscianti le parole di Bellanova.
A dare il benvenuto a Bellanova anche il sindaco lametino Gianni Speranza e Francesco Grandinetti presidente dell’assemblea cittadina. All’incontro anche numerosi esponenti del Pd calabrese, tra cui il segretario Ernesto Magorno e il consigliere regionale Tonino Scalzo. «Nei call center c’è un’anzianità lavorativa di 10-12 anni. Ciò significa, ha sottolineato il sottosegretario, che questo è un settore che dà da vivere a moltissime famiglie spesso monoreddito».
Bellanova ha rimarcato: «Questo è anche il settore dove il capitale ha le ali, ma il lavoro no. Bisogna sfidare la concorrenza interna ed esterna, sopiattutto bisogna arginare la concorrenza sleale che usa l’espediente del massimo ribasso lavorativo, a discapito dei diritti dei lavoratori».
Il sottosegretario ha concluso con un’esortazione rivolta a tutte le parti sociali, invitate a fare la propria parte «perché all’emergenza si risponde con la responsabilità di ognuno». Da paerte dei lavoratori la determinazione c’è stata finora, stanno portando avanti una protesta pacifica e democratica e, al contempo, continuano a lavorare pur non ricevendo lo stipendio dal giugno scorso. (Gazzetta del Sud – M.sca.)

FONDAZIONE CAMPANELLA

Il destino della Fondazione Campanella passerà dal Consiglio regionale.
Nella seduta di giovedì la massima assemblea calabrese sarà chiamata a mettere nuovamente mano alla legge regionale 63/12 per riformulare l’assetto giuridico del centro oncologico e avviare l’iter che porterebbe alla creazione di un Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico). Un emendamento a quella legge regionale sarà presentato dai consiglieri Antonio Scalzo e Francesco Sulla (Pd) e qualora trovasse condivisione si darebbe il via alla procedura di riconoscimento da parte del Ministero della Salute.
Si tratterebbe, in ogni caso, di una soluzione di non facile applicazione da un punto di vista economico, beneficiando questa tipologia di strutture di finanziamenti statali che, com’è risaputo, di questi periodi scarseggiano e che richiederebbe tempi piuttosto lunghi per arrivare a compimento ma che produrrebbe sul piano pratico un doppio vantaggio. Comportando un incremento di posti letto la creazione dell’Irccs metterebbe definitivamente al sicuro il centro oncologico dalla soppressione che l’entrata in vigore del Patto della salute avrebbe determinato e farebbe rientrare allo stesso tempo l’emergenza licenziamenti, che proprio la riduzione a 35 posti letto aveva creato. Gli 80 posti letto che il dg della Fondazione Mario Martina punta ad ottenere necessari alla creazione dell’Irccs garantirebbero il mantenimento dei livelli occupazionali messi in stand by in attesa del raggiungimento di un accordo tra i rappresentanti sindacali e il management della Fondazione sui criteri di selezione del personale che resterà al polo oncologico.
Ai 180 lavoratori che prestavano servizio nelle unità non oncologiche transitate all’azienda ospedaliera Mater Domini già dal primo agosto, infatti, sono state imposte le ferie forzate e dinanzi a loro si apre la prospettiva della stipula dei contratti di solidarietà o dell’attivazione delle procedure di mobilità in base all’iter che l’emendamento di modifica della legge regionale 63/12 farà in seno al Consiglio regionale.
Se saranno gettate le basi per la costituzione dell’Irccs allora si darà il via alla stipula dei coni tratti di solidarietà, contrariamente si procederà al licenziamento collettivo e alla messa in mobilità dei lavoratori in esubero. Sulla spinosa vicenda ieri è intervenuto anche il sottosegretario al lavoro Teresa Bella-nova, che ha avuto modo di incontrare i lavoratori del centro oncologico su sollecitazione della segreteria provinciale del PD: «Non so se potremo intervenire a livello nazionale sul polo oncologico. L’impegno che con voi posso assumere è che il governo nella parte politica andrà al “tavolo Massici” per dire con chiarezza quello che secondo noi è giusto fare». (Gazzetta del Sud – L.co.)