CALAMITA’ NATURALI? NO, DANNI DELL’UOMO. L’accusa del geoloco Tansi.

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E, drammaticamente, ogni anno anche le precipitazioni che si registrano all’inizio dell’inverno tendono ad aumentare di intensità e somigliare sempre di più a cicloni tropicali. E ciò rende, dunque, la situazione davvero preoccupante.
«La specificità della Calabria sta – spiega il ricercatore – nel fatto che la regione, a differenza dell’Emilia Romagna, per esempio, presenta un territorio percorso da innumerevoli corsi d’acqua i cui bacini idrografici, a esclusione di quello del Crati che è abbastanza ampio, sono limitati. Così, le improvvise bombe d’acqua, localizzate e imprevedibili che scaricano enormi quantitativi in pochi minuti, che arrivano quando l’anticiclone delle Azzorre lascia l’Europa, saturano immediatamente questi piccoli bacini. Con lo stesso risultato che si realizzerebbe – spiega Tansi con una metafora efficace – se si versasse all’improvviso il contenuto di una damigiana all’interno di un bicchiere: frane sui versanti e alluvioni nei corsi d’acqua». «A questo va aggiunto, spiega ancora il geologo, che la Calabria ha una storia geologica che ne ha reso il suolo fragile, perché costituito da rocce scadenti, friabili o argillose». Insomma, per Tansi una responsabilità c’è e non è quella ovviamente della natura. È la responsabilità di amministratori che a livello comunale non sono solo disattenti ma spesso anche esplicitamente favorevoli all’incauta edificazione in zone dove il territorio è notoriamente debole e segnalato con gradi di rischio elevatissimi. E a livello più alto perché dagli anni ’90 ad oggi il rischio idrogeologico in Calabria non è stato mai fronteggiato in modo organico ma sempre in condizioni di emergenza, all’indomani di eventi gravi, che continueranno a verificarsi.
In questi giorni gli alluvioni hanno colpito il catanzarese, creando non pochi disagi. Sulla città di è abbattuta proprio una bomba d’acqua che ha creato diversi danni, per fortuna non alle persone. Non bisogna certamente aspettare che succeda l’irreparabile per affrontare in maniera organica la questione dissesto idrogeologico. (Il quotidiano della calabria – F.mo.)