CARITAS LAMEZIA: raddoppiano i pasti giornalieri

caritas_diocesana_lamezia_400

I dati raccolti quest’anno dal centro d’ascolto Caritas e dal centro interculturale “Insieme” mostrano uno scenario socio-economico in cui si evidenzia un impoverimento delle famiglie sempre più acuto e profondo.
Nell’arco dell’anno ai due centri si sono rivolti cittadini stranieri ma per la maggior parte italiani, che hanno manifestato il bisogno impellente e quotidiano di avere qualcosa da mangiare. In molti infatti a causa della crisi hanno perso il lavoro e quindi anche la possibilità di mantenere se stessi e le proprie famiglie.
Il servizio mensa della Caritas diocesana è lo specchio di questo fenomeno (vedi articolo Gazzetta del Sud del 28 dicembre scorso) in quanto il numero degli ospiti della mensa è raddoppiato rispetto all’anno passato: 190 commensali giornalieri nel novembre scorso rispetto al centinaio del giugno 2012.
Nell’incontro di ieri moderato dal giornalista Salvatore D’Elia, Padre Valerio ha sottolineato la buona tenuta del welfare familiare rappresentato dagli anziani che aiutano concretamente i figli grazie alle loro pensioni. Ma tutto questo non basta, «occorre investire di più sul welfare di prossimità in cui il cittadino o la famiglia diventino responsabili di forme di solidarietà verso chi si trova in situazioni disagio. Bisogna puntare sulle reti sociali», ha ribadito il direttore diocesano della Caritas, «attraverso un reciproco investimento tra realtà sociali che si fanno carico dei problemi emergenti, ed istituzioni pubbliche che riconoscono la funzione di queste reti e investono sul loro sviluppo».
Di Trapani, ricordando che il giorno di Natale è stata fatta esplodere una bomba davanti ad un bar di Corso Nicotera, ha affermato: «La città deve sapere che se siamo più poveri è perché c’è qualcuno che si sta mangiando i nostri soldi. Bisogna finirla di alimentare l’economia criminale», ha asserito con forza padre Valerio, «diciamo basta ad un certo sistema e facciamo i nostri acquisti nei negozi di chi non paga il pizzo».
Maria Bevacqua, esponente del Masci, ha parlato dell’emporio solidale di cui è responsabile. Il supermarket della solidarietà è nato tre anni fa ed assiste 130 famiglie del territorio, oltre 600 persone che possono recarsi all’emporio e fare la spesa con una tessera a punti. La card è rilasciata dai servizi sociali del Comune a chi vive una situazione di evidente indigenza. In Italia gli empori solidali sono 11,7 dei quali ( tra cui anche quello cittadino), sono coinvolti nel progetto “Wind all inclusive solidale”.
Attivando questa particolare tariffa telefonica, ogni mese si donano 50 centesimi che Wind raddoppia devolvendo questi fondi per iniziative di promozione sociale. Gianni Gallo, assessore comunale alle Politiche sociali, ha ricordato che l’ente volutamente non ha tagliato in fondi per il sociale, nonostante la crisi e il venir meno delle risorse. «Qui come in nessun’altra città calabrese ci sono tre asili nido; spendiamo 135 mila euro per i soggiorni estivi dei ragazzi e degli anziani, ma purtroppo fanno notizia solo le polemiche». Ed ha concluso: «Avremo finalmente una città diversa quando nasceranno manifestazioni spontanee contro le bombe e non contro le rotatorie». (Gazzetta del Sud – M.sca.)