Case ai rom: sciopero della fame in via Solferino

“Se il sindaco ha voluto difenderi dall’abuso edilizio commesso a nostro danno accusandoci di mafiosità ha dimostrato la sua qualità di discussa e discutibile di amministratore. Pretendiamo le sue scuse, e informiamo il sindaco e i cittadini di Lamezia che la signora Maria Cerminara ha deciso di protestare con lo sciopero della fame”.

Così i proprietari delle abitazioni di via Solferino hanno indetto da qualche giorno un sit-in davanti l’ingresso delle loro abitazioni dopo la decisione del Comune di assegnare un locale prima adibito ad attività commerciale e ora destinato a civile abitazione per tre famiglie rom. Antonio Ammendola, Maria Cerminara, Gianfranco Caruso, Marta Caruso, Assunta Caruso e Alberto Ammendola, i proprietari degli appartamenti di via Soferino, hanno annunciato lo spiopero della fame della signora Maria Cerminara a seguito di “alcune affermazioni fatte dal sindaco Gianni Speranza in una intervista televisiva. Alla manifestata esigenza di democraticità e rispetto delle regole urbanistiche reclamata in qualità di cittadini e portatori di interessi legittimi riferiti e tutelati dalla costituzione e dalla legge il sindaco ha mostrato un volto inaspettato. Ci sorpende e ci fa sentire in colpa per avere sottovalutato l’aspetto bonario pensando fosse uno di noi, come noi, degno di rappresentare i diritti e la sete di legalità della nostra città. Lo abbiamo ritenuto il custode del bene più prezioso per i nostri figli, della speranza di un futuro migliore, costruito nel rispetto delle regole e nello spirito dei valori cristiani rinsaldati nei principi costituzionali . Abbiamo con sacrificio acquistato una casa. Nostro malgrado i magazzini dello stabile sono stati acquistati da soggetti che ne sono stati espropriati dalla legge. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo a sapere che il Comune ne aveva acquisito disponibilità. L’uso di questi locali ampi e luminosi, un una zona residenziale ci faceva presupporre la nascita, anzi ri-nascita, di spazi destinati alla socialità per bambini e giovani. La sorpresa è stata quella di trovarci nella condizione inversa. L’amministrazione ha proceduto a trasformare la destinazione d’uso del piano terra modificandolo con interventi edilizi ingenti. Senza informare chi riceve l’effetto di queste scelte, e senza neppure rispettare le norme urbanistiche. Il sindaco in tv ha nmosso verso noi accuse indecenti e inaccettabili al solo scopo di far pensare male di noi”

Quindi sciopero della fame ad oltranza fino a quando non si avranno risposte certe dall’Amministrazione Comunale. Maria Cerminara, proprietaria di una delle case che si trovano sopra ai locali confiscati alla mafia in via Soverino e destinati da comune adue famiglie Rom. Una decisione drastica, dettata dal fatto che non accetta, così come gli altri proprietari degli appartamenti, la decisione dell’Amministrazione Comunale di destinare a due famiglie rom, che devono lasciare il campo rom di contrada Scordovillo perchè la Procura della Repubblica ha emesso un decreto di sequestro e di sgombero dell’area, i locali che si trovano al pian terreno dello stabile dove vive con la sua famiglia.

Maria Cerminara, così come i componenti delle due famiglie che vivono lì, teme che con l’arrivo dei rom la sua abitazione possa svalutarsi, perdendo così il suo valore effettivo e, conseguentemente, perdendo i soldi investiti in quella casa. Per questo ha anche affisso ai balconi, provocatoriamente, dei cartelli con la scritta “vendesi”.

Insomma una querelle non certo facile, con il Comune che si trova da una parte un gruppo di cittadini che non vogliono i rom come vicini di casa, e dall’altra due famiglie rom da sistemare che chiedono solo di poter vivere dignitosamente.