CASSANO: Uccisi e dati alle fiamme, la vettura ritrovata da un caciatore in una zona impervia di Cassano

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Un dato che induce a pensare che le tre persone possano essere state uccise altrove e poi trasportate nell’aia, quasi sotto la croce del piccolo campanile della chiesetta di famiglia, della masseria “Scorza” di contrada “Fiego”, ormai da anni abbandonata, le cui strutture di servizio sono divenute un ammasso di ruderi avvolti da sterpaglie e calcinacci.
Possibile movente. Un triplice omicidio che potrebbe essere legato e maturato, secondo le prime indiscrezioni trapelate, nell’ambito della criminalità dedita alla gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti nell’area cassanese, una delle più ambite e frequentate piazze della provincia cosentina, e non solo. Giuseppe lannicelli, infatti, era conosciuto dalla forze dell’ordine per reati inerenti lo spaccio di sostanze stupefacenti. Aveva già scontato, nel recente passato, una pena per tali motivi. Ora, da un pò di tempo, durante il giorno lavorava con una società ecologica ambientale ed era sottoposto alla sorveglianza speciale avendo l’obbligo di restare a casa propria dalle otto di sera fino alle 8 di mattina. Un particolare inquietante: sul tetto dell’auto bruciata, è stata ritrovata una moneta da 50 centesimi. Nel linguaggio criminale starebbe a significare il mancato pagamento di qualcosa.
La scomparsa. Già da tre giorni, dallo scorso giovedì sera, Giuseppe Iannicelli, insieme alla ragazza marocchina e al bambino di tre anni, era scomparso. Non si avevano più loro notizie, così come non si trovava la Fiat Punto di colore grigio scuro con la quale era solito spostarsi il cinquantaduenne. Dopo la formale denuncia fatta venerdì mattina dal figlio di Giuseppe Iannicelli, preoccupato per il mancato rientro del padre, della ragazza marocchina e del bambino, è scattato l’allarme anche perché tra i familiari e gli amici nessuno sapeva dove le tre persone potevano essere andate. Una sparizione che ha tenuto con il fiato sospeso non solo gli amici e i familiari ma anche le forze dell’ordine che da venerdì ininterrottamente, anche con l’ausilio di un elicottero, hanno battuto, in lungo e in largo, il vasto territorio cassanese alla ricerca di qualche indizio che potesse indirizzarli sulla strada giusta per ritrovare Giuseppe Iannicelli, la ragazza marocchina e, soprattutto, il bambino, Nicolas junior, di cui si occupava il nonno Giuseppe lannicelli, essendo la mamma, Antonia lannicelli, ristretta nel carcere di Castrovillari e il papà, Nicola Campolongo, anch’egli in carcere.
Ritrovamento. Sotto una pioggia battente che martoriava il territorio cassanese fin dalla notte, arriva la notizia del ritrovamento di una macchina bruciata con a bordo tre corpi completamente carbonizzati. La prima notizia indica come luogo del ritrovamento una zona impervia delle campagne coriglianesi, ma il fiuto dei giornalisti capisce che la zona impervia di campagna è nel territorio di Cassano. Inizia una vera e propria caccia. Molte strade di contrade vengono percorse fin quando su una strada interpoderale che conduce anche a contrada “Fiego” non si incrocia una macchina dei carabinieri che proviene dal luogo del ritrovamento. A quel punto è facile capire dove andare per raggiungere il luogo. Però, al bivio giusto, dopo averne oltrepassati altri due, una macchina dei carabinieri ostruisce il passaggio. Nessuno, nè televisioni, nè fotografi e nè cronisti, può andare oltre. Bisogna aspettare che gli specialisti della scientifica finiscano di effettuare il loro delicato lavoro. Solo intorno a mezzogiorno si apre la strada e dopo circa un chilometro si arriva alla masseria “Scorza”. L’auto distrutta dalle fiamme era posizionata in mezzo all’aia dietro un rudere, alla fine della strada interna di accesso alla masseria. Sul lato l’accesso alla ormai abbandonata casa patrizia di campagna. Tra la casa e l’auto la chiesetta di famiglia con il piccolo campanile e la sua croce. Quella croce che ha assistito al rogo della Punto che ha carbonizzato, rendendoli scheletri, tre corpi umani tra cui quello di Nicolas junior di soli tre anni. (Il quotidiano della Calabria – A.ia.)