Catanzaro, il Gruppo Vincenziano presenta il progetto “Insieme si può” all’Istituto Tecnico Industriale “Scalfaro”

CATANZARO – La “famiglia Vincenziana” sparsa per il mondo, che si ispira ai dettami di San Vincenzo de Paoli, compie quattrocento anni. In occasione dell’importante ricorrenza, si susseguono le iniziative tese a ricordare l’attenzione riservata ai poveri, in un’ottica di missione evangelica, che ha sempre contraddistinto la vita del santo francese. A Catanzaro, all’Istituto Tecnico Industriale “Scalfaro”, il Gruppo Vincenziano, presieduto a livello regionale da Anna Arturi, ha presentato agli studenti il progetto “Insieme si può”, finanziato da Fondazione con il Sud, che li vedrà impegnati per i prossimi due anni in un percorso formativo che consta di cinque azioni diverse. Un’attenzione particolare, ha ricordato la Arturi alla platea (in cui, oltre agli allievi ed agli insegnanti, prendeva posto martedì scorso anche la dirigente scolastica Teresa Romano), sarà riservata alla comunicazione, adeguata alle nuove frontiere tecnologiche e “social”: “Per motivare voi giovani a fare volontariato dobbiamo apprendere i vostri linguaggi, suscitare il vostro interesse attraverso i canali da voi utilizzati – ha spiegato la Arturi, affiancata dalla docente Rossella Mulè, in qualità di moderatrice, e dall’assistente spirituale padre Giuseppe Martinelli – Non basta fare l’elemosina per sentirsi a posto con la coscienza, bisogna fare bene il bene, diceva San Vincenzo. Dare, cioè, risposte precise alle persone in difficoltà nel rispetto della loro dignità”.
E per l’azione di monitoraggio e valutazione i Vincenziani si avvarranno di due tutor: una di queste, Maria Paola Galiano, ha riportato alla mente dei presenti il concetto di solidarietà, che si lega a quello del volontariato nel momento in cui si riesce ad allargare il proprio raggio d’azione dal quotidiano al mondo esterno. I volontari, infatti, non sono dei supereroi, ma dei cittadini attivi e responsabili che non si limitano a fare del bene in famiglia, a scuola ed in famiglia, ma hanno a cuore anche il benessere della propria comunità e del mondo.
Inizia, quindi, un nuovo percorso di crescita per gli studenti che aderiranno al progetto, con la speranza che non lo facciano solo per accumulare i crediti previsti nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, ma per ottenere punti di credito di conoscenza e umanità.