Catanzaro, investire sulle potenzialità inespresse: è il percorso formativo dei ragazzi del servizio civile al CSV

CATANZARO – Prosegue a pieno regime l’attività formativa dei quattordici ragazzi del servizio civile selezionati dal Centro Servizi al Volontariato della provincia di Catanzaro, che è l’ente titolare del progetto “Volontari in Pro.V.A.” nonché una delle sedi di attuazione assieme alle associazioni aderenti (Auser, Multicolore, Usabile, Spazio Aperto, Ada e Il Girasole). Da due mesi, infatti, per due volte a settimana, i volontari under 30– per la maggior parte alla prima esperienza in campo sociale, e pronti a mettere a frutto le competenze maturate negli anni di studio trascorsi o ancora in corso – seguono in maniera alternata il percorso di formazione generale (affidato alla docente Maria Cittadino) e quello di formazione specifica, che ammonta a cento ore continuative, sotto la guida del sociologo e “life coach” Giuseppe Bianco. Otto ore del percorso sono state invece destinate alla tematica della sicurezza, già ampiamente trattata dall’architetto esperto Salvatore Carioti. Alle ore trascorse nell’associazione assegnata, a svolgere i compiti di volta in volta affidati, i quattordici ragazzi affiancano, quindi, l’appuntamento bisettimanale con la formazione al CSV, alla presenza di Giulia Menniti, responsabile del progetto di servizio civile, e di Gemma Coglitore, addetta all’attività di segretariato, che ne segue le varie fasi organizzative.
L’intero percorso formativo fa leva sul potenziale umano del singolo partecipante, che viene stimolato a prendere coscienza di sé e delle proprie capacità per aprirsi agli altri: attraverso una metodologia di tipo induttivo-esperienziale, finalizzata alla partecipazione attiva dei volontari, ogni incontro diventa così l’occasione per tirare fuori potenzialità inespresse che si nutrono delle motivazioni personali, delle aspirazioni, degli interessi e delle aspettative di ciascuno. Il contrasto alle dinamiche individuali che impediscono di esprimersi appieno viene, dunque, arginato con iniziative, anche fantasiose, che portano a riappropriarsi dell’identità di gruppo per potersi indirizzare al bene comune. Tra queste, il pranzo “al buio” finalizzato a mettersi nei panni dei non vedenti per far leva sulle abilità residue, ed imparare ad affidarsi agli altri (in questo caso allo staff del CSV) per nutrirsi delle cibarie preparate apposta per l’occasione, o la giornata nazionale della Colletta Alimentare, alla quale hanno aderito alcuni ragazzi per “toccare con mano” la fatica della raccolta, ma anche la soddisfazione immediata del risultato, che deriva dall’accumulo di un numero ragguardevole di pacchi da destinare alle persone bisognose.
E tra esercitazioni, lavori di gruppo, simulazioni esterne e discussioni, i ragazzi saranno coinvolti in prima persona nella costruzione di progetti ad alto contenuto comunicativo attraverso i quali destare l’attenzione della cittadinanza su tematiche prettamente sociali. La fantasia e la capacità di improvvisazione sono indispensabili per potersi sperimentare in qualcosa di diverso che possa avere rilevanza per il contesto di riferimento: ed è per questo che i ragazzi hanno tratto beneficio delle “incursioni” del noto cabarettista Enzo Colacino, che ha dispensato consigli “tecnici” dall’alto della sua esperienza in campo teatrale, e del giornalista Enzo Nania, che fornirà il suo apporto in merito all’utilizzo delle moderne tecnologie in campo comunicativo.