Catanzaro, l’Ordine Architetti PPC aderisce a progetto su aree periferiche dismesse

CATANZARO – L’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Catanzaro, aderisce all’iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori   per l’individuazione di 10 aree periferiche dismesse, che saranno oggetto di riqualificazione mediante un concorso di idee, la cui pubblicazione è prevista per il 20 luglio 2017. Come per la precedente edizione, la partecipazione al concorso,   avrà un montepremi complessivo di 100.000 euro e potrà avvenire con il coinvolgimento di almeno un giovane progettista (under 35).

L’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Catanzaro, attaverso il suo Presidente Arch. Giuseppe Macrì ha provveduto a trasmettere ai Comuni del proprio territorio, l’invito ad aderire all’iniziativa per attivare proposte e buone pratiche   di riqualificazione delle proprie aree dismesse, che creeranno opportunità  per i giovani architetti e per l’intera categoria professionale. Le proposte devono avere ad oggetto la riqualificazione ambientale di aree ricadenti nelle periferie urbane dei comuni proponenti, da proporre preliminarmente attraverso apposite schede.

Al fine di inquadrare i possibili interventi, si considerano periferie le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi.

Le proposte potranno riguardare aree che necessitano di interventi: a) il miglioramento della qualità del decoro urbano; b) il Ri.U.Soe la rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti, per finalità di interesse pubblico; c) l’accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana; d) il potenziamento delle prestazioni e dei servizi di scala urbana; e) la mobilità sostenibile e l’adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative.

In una situazione in cui le trasformazioni socioeconomiche degli ultimi decenni hanno favorito non solo l’accentuazione delle disuguaglianze, ma anche un progressivo degrado del costruito e dell’ambiente antropizzato,  queste buone pratiche rappresentano per la collettività, l’occasione per risolvere problemi come l’assenza di identità di un quartiere o più semplicemente per avviare un processo di inclusione sociale attraverso il decoro urbano e la qualità architettonica.