Centro unico prelievi, la lettera-denuncia di un utente: “In quella sala d’aspetto non è garantita la privacy”

ospedale-lamezia-terme_400

Il signore racconta che, dopo avere cercato di contattare gli organi di stampa, insieme ad altri pazienti hanno chiamato il 117 della Guardia di Finanza la quale ha risposto di rivolgersi alla Polizia con sede nell’ospedale. Quel giorno, però, gli uffici della Polizia erano chiusi.
Dopo qualche ricerca è stata rintracciata una responsabile della Direzione sanitaria, le cui stanze sono a pochi passi dal nuovo Centro unico prelievi. Qualcosa, in quel coro di proteste, ha cominciato a muoversi: «È scesa dai piani alti un’altra infermiera (su cinque disponibili!) e ha aumentato l’accettazione di un’altra unità». L’uomo ironizza «… nella vita bisogna accontentarsi», e conclude che «è l’organizzazione che, in questo caso, manca». Perché non si tratta solo di un momento di transizione in attesa di una ristrutturazione che trasformi un atrio di passaggio in una sala confortevole e funzionante per gli utenti, garantendo loro il dovuto decoro, la privacy e il silenzio. Si tratta di un problema di gestione trascurato che fa sì che, quando manca qualcuno in una unità molto gettonata, non si pensa a sostituirlo. Perché non è solo il paziente a doversi adattare ai cambiamenti ma sono i cambiamenti che dovrebbero contenere anche doti di lungimiranza. (Calabria Ora – A.tr.)