CLAN GIAMPA’: il killer reo confesso Francesco Vasile e altri imputati alla sbarra per l’omicidio di mafia

francesco-vasile

Nello specifico Vasile, Torcasio e Molinaro vengono indicati dal pubblico ministero come autori dell’omicidio di Vincenzo Torcasio, mentre per eliminare il figlio Francesco con Vasile e Molinaro avrebbe partecipato Giampà.
Questi due episodi criminosi, secondo la ricostruzione effettuata dalle indagini condotte dalla locale Squadra Mobile, avevano un’unica motivazione in quanto s’inquadravano nelle interferenze della cosca Torcasio nella riscossione delle estorsioni ad imprenditori già vittime del contrapposto clan Giampà.
Il complesso delle attività investigative, sviluppato con l’attivazione di numerosi presidi tecnici le cui risultanze hanno consentito di riscontrare le concordi dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Angelo Torcasio, del boss Giuseppe Giampà e di Umberto Egidio Muraca, hanno fornito agli inquirenti elementi ritenuti oggettivamente individualizzanti in relazione alle responsabilità penali contestate, tutti considerati esponenti del “gruppo di fuoco” della cosca Giampà.
Davanti al giudice dell’udienza preliminare, sempre nell’ambito del processo “Pegaso”, sono comparsi altri imputati. Si tratta di Luca Piraina, 24 anni, diventato collaboratore di giustizia, e Pasquale Catroppa, 27 anni, accusati insieme a Molinaro di concorso nel tentato omicidio di Umberto Egidio Muraca e di Angelo Francesco Paradiso.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Francesco Gambardella, Giuseppe Spinelli, Luca Scaramuzzino, Franco Locco, Antonio Larussa, Leopoldo Marchese, Stefania Rania, e Lucio Canzoniere.
Tra gli imputati anche Antonio Voci, 47 anni, accusato di aver preso parte nell’omicidio di Francesco Torcasio, svolgendo il ruolo di “specchietto”. A differenza dagli altri sott’accusa ha scelto di essere giudicato con il rito ordinario.
Complessivamente sono state quattro le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’operazione “Pegaso”, nei confronti di altrettanti presunti esponenti del clan Giampà. L’ultima fu chiamata “Pegaso3”. (Gazzetta del Sud – G.na.)