Comunicato Stampa

Non si discuterà di scuola nè di sviluppo urbanistico, nulla di ciò che la comunità sta discutendo per giunta con qualche preoccupazione per il futuro della città. Nella seduta del prossimo Consiglio comunale, il serpentone degli argomenti iscritti dal Presidente Francesco Muraca ha tutti i connotati che non servono alla città né al suo Consiglio: 13 interrogazioni e 17 mozioni risalenti al mese di novembre 2010 e accozzati senza ordine di attualità o urgenza, come prevede il regolamento. Con questo metodo, strumenti previsti per esercitare funzioni di controllo e indirizzo sono resi inefficaci, quando inutili e talvolta anche dannosi. Penso per esempio alla mozione con cui il capogruppo pdl chiederà il 27 p.v. l’abbattimento di un manufatto costruito senza permesso “dopo” che il 23, domenica, lo stesso sarà consegnato con festosa cerimonia alla comunità di Magolà. E Penso alla zona antistante la Chiesa di san Giovanni Battista dove insiste nelle stanze dell’ufficio tecnico un progetto che il Consiglio dovrebbe conoscere perché è assai sbilanciato a favore di interessi che male si presentano verso il territorio che va tenuto in debita considerazione.

La priorità su cui la politica e le istituzioni lametine sono chiamate è quella di evitare che i piani di dimensionamento imposte da ristrettezze finanziarie si trasformino in piani di svuotamento del bene economico e sociale nel nostro Comune. Sul dimensionamento non è accettabile procedere a tavolino di giunta senza approvazione del consiglio, lo prevede la norma. Lo ha richiesto tramite la stampa anche la consigliera Carolina Caruso: il sindaco ha il dovere di far convocare un’apposita seduta di consiglio comunale. Farebbe bene, inoltre, a consentire regolare corso al dialogo e al confronto democratico come bene ha saputo garantire la Presidente Wanda Ferro in una occasione in cui Speranza avrebbe fatto cosa buona a essere presente per esprimere il suo sincero punto di vista sull’ipotesi che la scuola agraria della piana venga accorpata a Decolattura. Io, come il sindaco ha dichiarato, non so chi è lui ma sono certa di poterlo scoprire strada facendo. Sulle sorti dell’agraria e l’ipotesi di accorpamento credo sia necessario valutare alcuni aspetti e favorire l’aggiunta di indirizzo in un altro istituto tecnico per fare in modo che la legge che impone riduzione di spesa possa essere attuata in modo costruttivo. Basta immaginare il conseguente viatico tormentoso di macchine che sarebbero costrette a muoversi per esigenze amministrative verso la direzione, ora un certificato ora un imprevisto). Ai lametini piace salire nella pur bella località spesso anche innevata, ma l’obbligo spezzerebbe anche i naturali legami sociali. Si scoraggerebbero le iscrizioni dei nostri ragazzi, si svuoterebbe di opportunità di formazione tecnica il comparto agro-economico e industriale di maggiore significato per la piana: sarebbe illogico, dunque è da evitare. L’unico modo è individuare una strada che sia la più condivisa e ragionevole. Tutto è accettabile, tranne che ipotesi di scelte preconfezionate vengano fatte passare per fatti acquisiti. Neppure un commissariamento produrrebbe un blackout di rappresentatività così.

Teresa Benincasa- Consigliere Comunale Pdl – Componente Commissione IV (Cultura- Istruzione- Sport)