Conferenza stampa sull’arresto di Angela Giampà

Dirigente Antonio Borelli: “Questa non è una prosecuzione delle indagini sull’omicidio Villella. Stiamo facendo delle perquisizioni alla ricerca di armi e sapevamo che Dattilo poteva detenere delle armi. Dattilo Michele, la cui personalità ve l’ho già illustrata, è stato in carcere per omicidio e per quattro sequestri di persona, e una volta uscito ha fatto una rapina a Novara. Dopo lo stato di fermo di Dattilo, avvenuto alle 3 di notte, abbiamo rifatto la perquisizione, nella sua casa a Sant’Eufemia, di giorno e in maniera più accurata. Le operazioni sono state coordinate dalla dottoressa Maria Lucia Cundari, vice dirigente e dal sostituto commissario Aldo Garito che ha diretto quest’ attività nell’abitazione di Dattilo. Dietro la cucina della casa di Dattilo abbiamo trovato un bunker. Il bunker si presentava pulito nel senso che non c’erano né ragnatela e nè polvere quindi questo sta a significare che è stato utilizzato recentemente. Il bunker è piccolissimo l’ingresso è dietro un mobile, si spostano le mattonelle e si entra. Entra soltanto una persona in piedi, ma possono entrare anche altre cose, voi mi capite cosa intendo. Lui è stato latitante perché è evaso parecchie volte, quindi crediamo possa averlo utilizzato. Crediamo che possa averlo anche utilizzato per nascondere armi, però armi li non ne abbiamo trovato. Sul posto c’era la signora Giampà Angela che è la moglie di Dattilo Michele nonché sorella di Giampà Giovanni in carcere dal 1974 al 1981 per sequestro di persona. Abbiamo esteso la perquisizione all’orto e nelle stalle. Nell’orto c’erano, in mezzo ai pomodori, 87 piante di canapa indiana già mature, e le stalle non venivano utilizzate per mettere animali, ma vi venivano messe queste piantine già zollate con un sistema di lampade alogene in maniera che crescevano più velocemente. I coniugi avevano creato delle serre. In tutto abbiamo trovato 500 piantine di canapa indiana, quindi riteniamo che il Dattilo e la moglie ponessero in atto questa attività parallela di coltivazione di sostanze stupefacenti . Era un’attività fiorente ma soprattutto organizzata. Abbiamo denunciato anche il marito, anche se già in stato di arresto, perché l’attività di coltivazione si svolge da mesi. Abbiamo arrestato la moglie perché le piantine nell’orto erano appena innaffiate e noi sappiamo che il Dattilo non può averlo fatto perché da martedì è in carcere e in casa sono solo lui e la moglie perché non hanno figli. Per questo l’abbiamo tratta in arresto e condotta alla casa circondariale di Castrovillari. Ripeto è un’attività parallela a quella dell’omicidio ma non centra il filone dell’omicidio tant’è che se ne occupa il p.m. di turno dr.ssa Ruperto e non il dr. Galletta che è titolare dell’indagine.