Costa: palombari in acqua, aprono varchi su ponte 5

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I palombari della Marina Militare sono entrati in acqua stamani poco dopo le 7 vicino al relitto di Costa Concordia per aprire tre varchi sul ponte 5 dove probabilmente si trovavano alcuni passeggeri dopo che la nave si è piegata. Dopo il briefing mattutino delle unità operative, è ripreso il lavoro attorno al relitto e in banchina.
Intanto sul pontone della Smit Salvage fervono i lavori di preparazione per dare l’avvio alle operazioni di svuotamento del bunker del relitto. Le operazioni, che verranno realizzate grazie ad una piattaforma dei rimorchiatori livornesi, potrebbe iniziare nel tardo pomeriggio. Ieri sera infatti sono state collocate le panne anti inquinamento dalle navi di Castalia che ‘difenderanno’ il mare da eventuali sversamenti di idrocarburi.

Si muove, piano ma si muove, Costa Concordia e questo impedisce ai sommozzatori di continuare a cercare nella parte immersa del grande relitto i corpi dei dispersi. Tanto che si pensa ad ancorarla sul fondo per frenare la sua corsa verso quella profondità che sta poco lontano e che la porterebbe fino a -80 metri. Isola del Giglio: è questo lo scenario sette giorni dopo la grande tragedia del naufragio della nave da crociera, mentre a Roma il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha nominato commissario straordinario il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. Sospese le ricerche nella parte ‘a mare’, riprendono solo in serata quelle nella parte emersa: perché se c’é una cosa da non fare, dicono i responsabili delle unità operative, è rischiare la vita di quelle decine di uomini che da giorni lavorano per restituire a madri e fidanzate, padri e fratelli chi è scomparso, la notte del 13 gennaio, nella pancia della nave mandata a schiantarsi sugli scogli delle ‘Scole’.

A guardarla dal molo, la grande nave in ginocchio sembra sempre la stessa eppure, dice il professor Nicola Casagli, esperto in grandi rischi naturali chiamato dalla protezione civile a controllare il mostro che dorme, “il relitto si muove: 7 mm a poppa, 15 a prua stamani, decelera stasera. Ma continua a muoversi”. A ‘controllare’ quel che resta di Costa Concordia anche una complessa costellazione di satelliti tutti italiani, la Cosmo-Skymed, che registrano micromovimenti del relitto. Dati che vengono incrociati con altre informazioni registrate dai prisma collocati sulla nave, dai sistemi laser e dai gps. Questo dal cielo. Mentre il fondo del mare lo legge un Rov, un robottino subacqueo che spia il fondo alla ricerca di tracce, di corpi, di scogli.

E mentre la scienza irrompe in questa storia che ha soprattutto il sapore del dramma umano, arriva la figura piccola e intensa della madre di Dayana, la piccola di 5 anni che risulta ancora dispersa. Susi Albertini, ieri, ha voluto portare i fiori sulla tomba d’acqua di sua figlia. Che Dayana sia ancora viva è praticamente impossibile ma nessuno qui parla di cercare cadaveri: si cercano ‘dispersi’ perché nemmeno le parole pesino sul dolore di queste persone.”Cercatela, trovatela” chiede Susi ai sommozzatori. E loro, che da giorni e giorni s’immergono per cercare qualcosa, qualcuno, non possono altro che rinnovare il loro impegno. Perché c’é chi l’ha vista, per l’ultima volta, su quella nave che probabilmente l’ha davvero inghiottita. La scienza, dunque, e l’aspetto umano, ma c’é un altro fattore che incide su tutto questo. Un fattore assolutamente imprevedibile: c’é il mare che potrebbe scatenarsi e complicare tutto quanto. La mareggiata prevista per ieri non c’é stata ma se arriverà, quando arriverà, potrà cambiare tutte le carte in tavola.

Quindi bisogna fare in fretta, sempre più in fretta. E mentre le unità operative lavorano, mentre i parenti dei dispersi pregano per miracoli che non sono possibili, mentre la scienza fornisce gli unici dati certi in tutta questa storia, i team che da oggi probabilmente daranno il via allo svuotamento del bunker del relitto si preparano. “Non sarà semplice – dicono gli operatori della Smit Salvage – né senza rischi”. Attorno a loro gli esperti delle massime organizzazioni antinquinamento: da Castalia, che ha già posizionato le panne assorbenti – un’attività che ha avuto un’accelerazione in serata, a causa di un graduale aumento del moto ondoso e del vento – fino a Nave Orione della Marina militare che ha base a Augusta, pronta a intervenire. (Chiara Carenini)