Costituito il comitato degli ospedali di montagna

Si è tenuta la prima riunione dei referenti dei comitati civici per la difesa degli ospedali di montagna. L’incontro si è svolto a Cosenza alla presenza dei rappresentanti dei comitati di Soveria Mannelli, rappresentato da Antonello Maida e Alessandro Sirianni; di Serra San Bruno, rappresentato da Sergio Gambino e Saverio Vavà; di Acri in via di costituzione, rappresentato da Giulia Zanfino e San Giovanni in Fiore anch’esso in fase di attuazione, rappresentato da Giuseppe Guzzo. L’intento è stato quello di trovare sinergie unitarie per dotarsi di un organismo rappresentativo capace di produrre un documento che possa individuare le prerogative su cui basare l’azione di difesa. A tal proposito è stata distribuita una bozza attuativa su cui le diverse componenti si sono date un mese di tempo per limarne i contenuti quando tra un mese si darà corpo al Comocal, Comitato ospedali di montagna calabresi. «L’organo rappresentativo —fanno sapere dal comitato — più che attuare una rivendicazione oltranzista porrà gli imperativi necessari per vigilare sulle strutture affinchè non vengano penalizzate ulteriormente in questa fase di riordino della sanità regionale e trovare soluzioni condivise. La forza dei vari Comitati per il momento può contare su circa 8.000 firme già raccolte dalle rappresentanze di Soveria Mannelli e Serra San Bruno, cosa che avverrà a breve per gli altri due contesti». «E’ stata una giornata campale, per certi versi unica – ha affermato Alessandro Sirianni del comitato – sorta in uno dei momenti più difficili della sanità regionale. L’intento è quello di trovare la quadra per poter avviare un’eventuale dialogo con le istituzioni regionali affinchè le strutture montane abbiano una loro definizione precisa e non aleatoria, poiché questi contesti soffrono più di altri il decentramento territoriale». Il Comocal tra un mese sarà registrato e diventerà un organismo con una rappresentanza notevole visto che i contesti montani insieme, calcolando i vari bacini di utenza, rapprese tano circa, oltre 200.000 abitanti, in pratica poco più del 10% della popolazione regionale.  (FONTE: Gazzetta del sud)