Da Lamezia in Puglia per lavoro, perde la vita in un incidente sulla 106

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Il giovane ha riportato una frattura al femore ed escoriazioni sul viso, ed è stato dichiarato guaribile nell’arco di un paio di mesi. Per lui nessun ricordo del forte impatto e dei momenti antecedenti allo scontro, cancellati dalla sua mente dal forte trauma subito. Anche l’uomo montepaonese, proprietario di una pescheria del paese, si era recato in Puglia per motivi di lavoro per poi trovarsi coinvolto nell’incidente che ha sconvolto due comunità.
Sgomento a Lamezia Terme dove Giuseppe Cucinotta lascia la giovane moglie (per sposare la quale si era trasferito in Calabria da Catania) e l’amata figlia Gaia di soli 3 anni che il padre aveva voluto “portare con sé” in un tatuaggio sul braccio che riportava il suo nome; apprensione invece a Montepaone dove il primo cittadino Franco Froio si era fatto portavoce della preghiera degli abitanti del piccolo centro jonico che si sono stretti attorno la famiglia del ferito, tirando un sospiro di sollievo in tarda serata alla notizia delle condizioni di salute non gravi del giovane.
È rimasto invece illeso, il terzo uomo coinvolto nell’incidente che a breve sarà ascoltato dagli inquirenti che tentano ora di ricostruire la dinamica dell’accaduto. Titolari delle indagini, i carabinieri della compagnia di Castellaneta intervenuti sul posto insieme ad una squadra della locale sezione dei Vigili del Fuoco.
Si continua così a morire su una famigerata 106 che anche fuori dai confini calabresi conferma la sua pericolosità in un tratto di strada in cui in passato sono avvenuti altri tragici incidenti. (Gazzetta del Sud – S.am.)