DECOLLATURA DUPLICE OMICIDIO: il pm Galletta chiede il rinvio a giudizio dei due Mezzatesta

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Nella stessa udienza si sono costituiti parte civile i familiari delle 2 vittime per il mezzo degli avvocati Armando Veneto, Lucio Canzoniere, Renzo Andricciola e Paolo Gallo. Momenti di tensione si sono registrati al ctilmine dell’udienza, quando l’avvocato Armando Veneto, difensore di una delle parti civili, ha avanzato richiesta di visionare in aula il filmato della telecamera del bar che avrebbe ripreso l’esecuzione del duplice omicidio.
A tale richiesta si è opposto il difensore degli imputati, l’avvocato Pagliuso, eccependo l’inammissibilità di tale attività istruttoria in seno al rito abbreviato prescelto dalla difesa e ammesso dal giudice. Il Gup, in accoglimento dell’eccezione dell’avv. Pagliuso, ha rigettato la richiesta dell’avvocato Veneto. Sono state, quindi, fissate le udienze per la discussione del pm, prevista per il 24 gennaio, e delle parti civili, che si terrà il 7 febbraio. Tenuto conto degli atti d’indagine messi a disposizione del giudice tra cui 2 filmati delle telecamere che ripresero l’accuduto e 5 testimoni oculari, la discussione delle parti non dovrebbe riguardare tanto la dinamica degli omicidi, quanto il contesto in cui si verificarono. Un cotesto che, in qualche misura, definì Giovanni Mezzatesta all’atto del suo arresto, quando dichiarò, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, che la discussione sfociata nel duplice omicidio sarebbe nata nell’ambito di una richiesta estorsiva, seguita ad alcuni atti intimidatori che avevano visto come destinatari gli attuali imputati: una bomba esplosa contro la casa di Domenico Mezzatesta che ne aveva sollevato il tetto e la rapina di uno dei camion della Alluminio Meridionale, ditta di cui è titolare Giovanni Mezzatesta.
Accuse, quelle rivolte da Giovanni Mezzatesta, ribadite anche dal padre Domenico in una lettera che ha inviato dalla latitanza al pm titolare delle indagini, insieme a una cospicua mole di ulteriori atti d’indagine suppletiva disposti dal sostituto al fine di vagliare la veridicità dei fatti narrati nella missiva inviata dal latitante. Su questo, oltre che sugli esiti delle indagini difensive espletate dall’avv. Pagliuso e depositate prima della richiesta di giudizio abbreviato, verosimilmente verranno le discussioni del pm e delle difese. (Gazzetta del sud – G.na.)