Deliberato progetto da 700mila euro per la sistemazione dei Rom

La giunta comunale ha approvato, 23 novembre scorso, il «progetto definitivo relativo all’intervento denominato “Realizzazione alloggi per cittadini Rom” per l’importo complessivo di euro 700.000». Secondo quanto deliberato si è stabilito che il Comune farà fronte alla spesa mediante la contrazione di un mutuo. L’intervento in questione era stato approvato nel 2003 dalla commissione straordinaria che presiedeva il comune di Lamezia Terme in quell’anno;  il progetto prevedeva la costruzione di 28 alloggi, 20 in località Carrà-Marchese e otto in contrada Mazzei. Il progetto attuale si mantiene abbastanza fedele a quello precedente con la variante che gli otto alloggi previsti saranno ridotti a quattro. Ha quindi trovato un primo traguardo la polemica iniziata a maggio scorso con un interrogazione parlamentare dell’onorevole Lo Moro e riprese da un interrogazione consiliare di Raffaele Mazzei. Le quali chiedevano conto, a poche settimane dall’emanazione dell’ordinanza di sgombero del campo rom di Scordovillo, della conclusione dei lavori. Ora sembra giunta ad un primo punto d’arrivo una storia iniziata nel 1997;  in una nota l’amministrazione comunale tiene a precisare che «la giunta regionale dell’epoca deliberò un finanziamento di 3 milioni 356 mila 969,84 lire per la realizzazione di 28 alloggi da destinare ai Rom.  Nel 1998, il Comune stipulò una convenzione con l’Aterp a cui veniva affidata la progettazione nonché tutte le attività tecniche necessarie all’esecuzione dei lavori sino al loro collaudo. Per la scelta delle aree in cui localizzare l’intervento fu necessaria, a causa dell’inerzia comunale, la nomina da parte della regione di un “commissario ad acta” che avviò le procedure che si conclusero solo il 29/08/2002. Le aree interessate erano quelle di località Carrà-Marchese su cui realizzare 20 alloggi e quella di contrada Mazzei su cui realizzare i restanti 8 alloggi». I lavori, aggiudicati nel 2004 alla ditta Seredi srl, cominciarono in contrada Carrà-Marchese, incontrando però le proteste degli abitanti delle zone limitrofe. La nota informativa continua: «la lentezza con cui i lavori andarono avanti portò l’Aterp, che aveva la direzione dei lavori, a proporre la rescissione in danno del contratto che fu accolta dalla giunta comunale il 13/7/2006 (…). Dovendo procedere, quindi, ad effettuare una nuova gara, il Comune richiese all’Aterp di effettuare la perizia dei lavori di completamento da porre a base di gara. Secondo l’Aterp le somme disponibili non erano più in grado di coprire l’intero intervento ma utili solo alla realizzazione dei 20 alloggi, i cui lavori erano già iniziati, cosa per la quale è necessaria una accettazione della rimodulazione del programma da parte della Regione». In conclusione dai tre milioni di lire deliberati dalla Regione nel 1997  si è arrivati oggi ad un mutuo di 700 mila euro.