Depuratore: avvisi di garanzia per i sindaci di Nocera, Falerna, Amantea e Belmonte

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul depuratore di Nocera Terinese i cui lavoratori, tra l’altro, non ricevono lo stipendio da 5 mesi. La Procura della Repubblica di Lamezia Terme ha emesso quattro avvisi di garanzia a carico di altrettanti sindaci: Francesco Bruno sindaco di Belmonte Calabro, Francesco Tonnara sindaco di Amantea, Giovanni Costanzo sindaco di Falerna e Luigi Ferlaino sindaco di Nocera Terinese, i quali non avrebbero ottemperato alle disposizioni della procura sul depuratore consortile.

Questo quanto afferma il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Vitello, secondo il quale “non sono state eseguite le prescrizioni tecniche sul depuratore, per come previsto dall’ordine di sequestro preventivo. Purtroppo è stata superata la scadenza del 30 ottobre scorso, senza che gli adempimenti prescritti fossero portati a termine, da qui l’inadempienza che ha fatto scattare il profilo penale delle posizioni dei sindaci coinvolti”.

I carabinieri di Lamezia Terme e del Nucleo operativo ecologico di Catanzaro, all’epoca del sequestro, luglio 2010, era stata rilevata una condizione di irregolare funzionamento del depuratore di Nocera presso cui confluiscono i liquami dei comuni di Amantea, Belmonte Calabro, Falerna e Nocera. I campioni di analisi, avevano fatto emergere un “palese superamento” dei limiti per scarichi in acque superficiali; anche i parametri delle risultanze analitiche inerenti i prelievi effettuati nel torrente Grande erano risultati al di fuori dei limiti previsti, per la presenza di “Escherichiacoli” pari a 140.000 a fronte di valori normali intorno ai 5.000. Il monitoraggio aveva evidenziato la parziale capacità depurativa dell’impianto, a causa di una consistente quantità di fanghi nei sedimentatori, superiore a quella consentita, provocando un inquinamento che si ripercuote sulla salubrità del mare ove sfocia il fiume Savuto che recepisce i reflui inquinati del depuratore.

Secoondo gli inquirenti la soluzione del sequestro preventivo poteva costituire lo strumento ottimale per garantire l’esigenza di cautelare la prosecuzione dell’inquinamento dell’ambiente e del mare ed il pieno funzionamento dell’impianto di depurazione. Allora, Ferlaino, sindaco di Nocera Terinese, aveva parlato di “cattiva gestione dell’Ufficio del Commissario, e che il Comune di Nocera eredita una situazione che per essere risolta definitivamente ha certamente bisogno di impegno e risorse”.

E “nonostante gli sforzi anche finanziari dei comuni si era riscontrato che i torrenti ed il fiume Savuto immettono quotidianamente nel mar Tirreno migliaia dimetri cubi di acque inquinate provenienti dai paesi interni che scaricano senza depuratore“.