Dodicenne scappa dalle continue botte della mamma

metro_gessate

Una fuga nel cuore della notte, per scappare dalle continue botte della mamma. Dodici anni appena, eppure ha trovato il coraggio di prendere la metro, e poi un pullman, e farsi 50 chilometri da sola, prima che l’autista la individuasse rannicchiata sull’ultimo sedile, nella rimessa Atm di Trezzo sull’Adda.

Arrivata dalla Tunisia in Italia solo da pochi mesi, la ragazzina vive con la mamma, 32enne, incensurata, casalinga, in un appartamento alla periferia sud di Milano. L’ennesimo litigio, poi la donna ha ricominciato a menarla. Lei si è messa a piangere, poi ha deciso di approfittare di un attimo di distrazione ed è riuscita a sgattaiolare fuori dalla porta. In strada, vestita solo con la tuta, ha vagato fino alla prima fermata della metropolitana che ha incontrato.

È salita e la metro l’ha portata fino al capolinea della verde, a Gessate. Qui ha trovato un pullman e senza pensarci due volte ci è salita. Alla fine del suo percorso l’autista è entrato nel deposito di via Brasca 83, e solo quando ha fatto per scendere ha notato quella specie di fagotto in fondo al bus. Si è avvicinato per parlarle, ma la bambina, infreddolita e spaventata, è rimasta zitta. Allora ha deciso di chiamare i carabinieri. Pochi minuti dopo sono arrivati i militari della caserma cittadina, che hanno deciso di portarla al comando di Vimercate. Gli uomini del capitano Marco D’Aleo le hanno dato un maglione caldo, poi le hanno comprato una pizza e una coca cola. Quando sono riusciti ad avere la sua fiducia, le hanno chiesto cosa era successo e lei, in un italiano stentato, ha finalmente vuotato il sacco.

Su disposizione della Procura dei Minori la dodicenne è stata affidata ad una comunità protetta. Poi, è stata accompagnata in ospedale a Milano, dove il corpo martoriato dai lividi ha confermato il suo racconto: una storia di maltrattamenti che vanno avanti da mesi. Ora verrà visitata alla Mangiagalli per accertare se abbia subito anche altre violenze. I militari hanno rintracciato la madre, che non aveva nemmeno denunciato la scomparsa della figlia. Per lei l’accusa è di maltrattamenti in famiglia.