Doping, arrestato star del body building

Coinvolto in commercio sostanze dopanti, ai domiciliari perche’ impossibile disintossicarlo in carcere

Daniele Seccarecci, una star del culturismo italiano, noto anche a livello internazionale, e’ stato arrestato la scorsa settimana nell’ambito di una inchiesta della procura di Milano per commercializzazione di sostanze dopanti al di fuori dei canali autorizzati e ricettazione delle stesse sostanze. Seccarecci, nato a Livorno nel 1980, e’ uno dei piu’ famosi bodybuilder professionisti italiani, destinatario di uno dei provvedimenti di arresto del gip milanese Gianfranco Criscione, oggi e’ stato pero’ messo agli arresti domiciliari in quanto in carcere, come scritto in una relazione, non sono in grado di curarlo e di somministrargli il mix di farmaci necessari, che solo lui conosce, per ‘disintossicarlo’ dalle sostanze dopanti assunte prima di finire in cella. Il campione, infatti, sapendo che nei suoi confronti era stata emessa una ordinanza di custodia in carcere, si e’ costituito appena rientrato dagli Usa dove ha partecipato a una gara per la quale aveva assunto dosi massicce di anabolizzanti, cosa che nei giorni successivi, peraltro, gli ha provocato una grave ritenzione idrica, mettendo addirittura a repentaglio la sua vita. Il pm Nicola Balice, titolare dell’inchiesta insieme al procuratore aggiunto Nicola Cerrato e condotta dai carabinieri del Nas di Milano, ha spiegato che la vicenda di Seccarecci, considerato un simbolo, ”e’ utile ai giovani dilettanti e amatori di questo sport perche’ dimostra che fare uso di queste sostanze e’ distruttivo”. L’inchiesta che ha portato in carcere Seccarecci, noto per aver partecipato anche a due trasmissioni tv, tra cui ‘Show the record’, e’ nata nel 2009, dopo il ricovero in un ospedale di Milano di un body builder di 32 anni che, per aver assunto sostanze dopanti si era sentito male. I vari accertamenti, le intercettazioni telefoniche e gli appostamenti, hanno consentito al pm Balice e ai carabinieri del Nas di individuare un giro illegale di smercio di anabolizzanti in varie palestre frequentate sia da dilettanti sia da amatori in varie parti d’Italia. Il pm a ottobre dell’anno scorso aveva inoltrato al gip Criscione sei richieste di custodia cautelare, concesse pero’ 11 mesi dopo, cioe’ a meta’ dello scorso settembre: tre persone , Francesco Pellegrino, Giuseppe Conte e Anna Maria Santoro (anche lei pratica body building ), sono finite ai domiciliari e a una e’ stato imposto l’obbligo di firma. E’ latitante invece Giuseppe Pellegrino, il padre di Francesco, destinatario di un provvedimento di arresto in carcere in quanto il gestore di una palestra di Salerno coinvolta nel giro. Tutti sono stati accusati di aver commercializzato farmaci e sostanze dopanti attraverso canali diversi dalle farmacie. Giuseppe Pellegrino, secondo l’accusa e’ colui che avrebbe rifornito Seccarecci e altre persone, mentre il campione, che risiede nella provincia di Taranto, e’ finito sotto indagine per aver tenuto i contatti e ceduto dosi di anabolizzanti anche ad altri. Quando Seccarecci, uno degli atleti di punta dell’Italian Federation Body Builders (Ifbb), mercoledi’ scorso e’ arrivato da Las Vegas, dove aveva appena partecipato a una gara, e si e’ costituito: interrogato dagli inquirenti avrebbe raccontato che finita la fase della competizione, prima della quale si assume un cocktail di sostanze anabolizzanti, e’ necessario prendere altri medicinali per ”entrare in compensazione”. E poiche’ in cella questo non e’ stato possibile, il pm , proprio per evitare rischi gravi, gia’ la scorsa settimana aveva chiesto gli arresti domiciliari per il ‘campione’, respinti pero’ dal gip. Oggi, dopo una relazione di San Vittore in cui si segnala l’incompatibilita’ con il carcere, Seccarecci, che ha affermato di prendere queste sostanze ”per lavoro”, e’ stato posto agli arresti domiciliari. L’indagine e’ prossima alla chiusura in vista della richiesta di processo