Dopo 70 anni trova polizza da un milione

Una polizza di assicurazione di 2.280 lire di quasi 70 anni fa e che ora vale un milione di euro. Una forma di dote che i genitori lasciavano ai figli ma che in questo caso è stata scoperta dalla destinataria troppo tardi. Spetta ora al Tribunale stabilire se la destinataria della polizza ha diritto ad incassare la somma nonostante siano trascorsi tutti questi anni. Il papà della signora Angela Bruno, di 74 anni, aveva stipulato questa polizza con l’istituto nazionale delle assicurazioni nel 1942, quando la figlia aveva solo cinque anni, vincolata al matrimonio e che è stata ritrovata solo qualche mese fa in un cassetto nella casa paterna, ma la donna si è sposata dopo trent’anni quando il padre era già morto. Oggi, il titolo tra interessi legali, rivalutazione e capitalizzazione, per quasi un secolo di giacenza presso l’istituto di assicurazione, vale oltre un milione di euro. La signora Bruno ha aderito alla Class Action patrocinata dagli avvocati Marco Angelozzi e Giacinto Canzona contro la Banca d’Italia, il Ministero delle Finanze e le Poste Italiane, per la riscossione dei libretti bancari e postali “antichi”. La Legge Finanziaria del 2008 ha, infatti, previsto che le disposizioni di cui ai commi 446  a 449 istituiscano e disciplinano la class action, avvero l’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori, quale nuovo strumento generale di tutela. Il Tribunale civile ha già fissato l’udienza, che si terrà il 21 dicembre 2011 davanti al Tribunale Civile di Roma. Per la class action sono a disposizione un contatto facebook “libretto antico” e un indirizzo di posta elettronica infolibrettiantichi@libero.it .