DUPLICE OMICIDIO DECOLLATURA: il Pm ha chiesto due ergastoli per Domenico e Giovanni Mezzatesta, padre e figlio

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Crimine che, ha spiegato in aula l’accusa sulla base degli atti processuali, sarebbe scaturito nel corso di una discussione all’interno del bar tra i Mezzatesta e le due vittime. Un contesto che in qualche misura definì Giovanni Mezzatesta all’atto del suo arresto, quando durante l’interrogatorio di garanzia dichiarò che la discussione sfociata nel duplice omicidio sarebbe nata nell’ambito «di una richiesta estorsiva, seguita ad alcuni atti intimidatori» che avevano visto come destinatari gli attuali imputati: una bomba esplosa contro la casa di Domenico Mezzatesta che ne aveva sollevato il tetto e la rapina di uno dei camion dell’Alluminio Meridionale, di cui è titolare Giovanni Mezzatesta.
Il pubblico ministero ha fatto spesso riferimento agli atti che l’autore del duplice omicidio ha prodotto nel corso della sua latitanza e in particolare l’ultima lettera inviata al pm nella quale descrive le motivazioni che lo avrebbero indotto a commettere il duplice omicidio. Circostanze queste, ha spiegato nella sua requisitoria il pubblico ministero, che non giustificano l’azione omicidiaria compiuta per una vendetta. «Problemi – ha sottolineato l’accusa – che Mezzatesta avrebbe potuto risolvere in maniera diversi rivolgendosi alla polizia giudiziaria». Un duplice omicidio compiuto, per il pm, con dolo e premeditazione: «E stato un omicidio brutale, volontario e aggravato dalla premeditazione perché avvenuto in un bar, luogo pubblico dove le vittime non avrebbero mai immaginato che potessero essere assassinate». Ma anche per il fatto che l’ex vigile urbano di Decollatura si era presentato a quell’incontro armato, portando a termine la sua azione omicidiaria in due tempi, azione che secondo la pubblica accusa confermerebbe la volontà omicidiaria dell’anziano imputato, che il pm nella su requisitoria ha definito «lucido dall’inizio alla fine, perché allontana il figlio dalla scena del crimine, quando si rende conto di poter portare a termine l’omicidio da solo».
Al termine della requisitoria, nel corso della quale il pm ha chiesto la condanna all’ergastolo per padre e figlio, l’udienza è stata rinviata. Seguirà la discussione delle parti civili rappresentate degli avvocati Armando Veneto, Lucio Canzoniere, Renzo Andricciola e Paolo Gallo. Il processo dovrebbe concludersi il 28 febbraio con la discussione dell’avvocato Pagliuso difensore dei due imputati. (Gazzetta del Sud – g.n.)