Eseguita ieri pomeriggio l’autopsia sul corpo di Jessica Spina

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Da quanto si è appreso, le cause del decesso sarebbero state individuate in una trombosi della vena iliaca, in una dissecazione aortica, una sorta di aneurisma, e in un’emorragia subdurale. A parlare di «elementi non riconducibili a responsabilità mediche, in quanto la povera Jessica soffriva di patologie congenite» è l’avvocato Aldo Truncè, che difende il primario di ginecologia, Giuseppe Garofalo, che ha seguito la ragazza per tutta la gravidanza e ha operato il taglio cesareo in seguito ai forti dolori avvertiti dalla giovane lo scorso 18 gennaio. E’, forse, lui l’indagato chiave in quanto era il riferimento di Jessica per tutta la gravidanza e la decisione di eseguire il cesareo è stata sua. Quelle patologie, secondo l’ipotesi difensiva, potrebbero essere esplose durante la gravidanza. Dopo aver partorito, Jessica aveva raggiunto un peso che superava i 130 chili.

Gli accertamenti sono, però, estremamente complessi. I medici legali Pietrantonio Ricci e Michele Morelli, entrambi del Policlinico universitario di Catanzaro, devono ancora eseguire gli esami istologici e non si sbilanciano. Il riserbo sull’autopsia di ieri è, infatti, massimo.

Ieri sera la salma non era stata ancora restituita ai familiari, che chiedono giustizia: li assiste l’avvocato Agata Speziale, che ha assistito all’autopsia con dei propri consulenti.  Una folta pattuglia di legali ieri mattina ha preso parte, in Procura, al conferimento degli incarichi ai medici legali. A loro il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, Raffaele Mazzotta, ha comunicato di aver assunto la direzione delle indagini e di essere coassegnatario del procedimento insieme al suo sostituto Enrico Colagreco, un segno evidente dell’attenzione che gli inquirenti riservano al caso balzato all’attenzione delle cronache nazionali e che ha fatto arrivare gli ispettori del ministro Balduzzi all’ospedale San Giovanni di Dio, finito nella bufera. Medici di ginecologia e rianimazione e un’ostetrica devono difendersi dall’accusa di omicidio colposo, mentre l’indagine condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura prosegue a ritmi serrati.