Facebook, la foto più bella del Capodanno arriva dalla Calabria: “Nonna, ti tengo in braccio come facevi tu…”. Giancarlo e la nonna Antonia malata di Alzheimer

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LA FOTO SCATTATA DOPO IL CENONE DI SAN SILVESTRO E COMMENTATA DAL CORRIERE DELLA SERA
Giancarlo, viso serio, asciutto, un filo di barba nera, sostiene tra le braccia nonna Antonia, 87 anni, malata di Alzheimer, come fosse la sua bambina, una camicia da notte bianca e leggera sotto un maglioncino di lana, le gambe ossute, nude, le calzette ai polpacci secchi, la testa posata sulla spalla del nipote, nel profilo un’espressione come di pianto infantile. Una sorta di pietà domestica alle cui spalle c’è una stufa accesa, quasi a voler ribadire l’idea di calore in quella grande famiglia di Gioia Tauro, con cinque figli e quindici nipoti. È finito da poco il cenone tradizionale di San Silvestro a base di pesce, i figli e i nipoti hanno voluto brindare con la nonna che alterna attimi di lucidità a momenti di assenza, passata da poco la mezzanotte, nonna Antonia, che cammina a fatica per una recente frattura al bacino, deve essere presa dal divano per essere adagiata sul suo letto. Giancarlo la solleva e, in attesa che il letto venga preparato, si siede su una sedia, quando la cuginetta dodicenne afferra la macchina fotografica e scatta un flash, nell’attimo in cui il braccio di Giancarlo avvolge con cautela la spalla della vecchietta”.

Una grande famiglia che vive ora nella casa della nonna
«Sono cresciuto in casa dei nonni, per stare con loro, avevo una stanza nella loro casa per assisterli di notte se ne avevano bisogno, ma sono stati i nonni per tanti anni a darmi molto di più di quel che potevo offrire io».
Giancarlo sa come trattare le persone fragili, ha studiato Scienze motorie e ora lavora come fisioterapista in una palestra di Messina. Ogni tanto nonna Antonia lo confonde con suo fratello, ormai morto da anni; altre volte confonde sua figlia Serafina con sua madre, mescolando i nomi, i ricordi e le fisionomie. Adesso la grande famiglia vive spesso in casa della nonna Antonia: «Di giorno non è mai sola, e di notte mia madre dorme con lei». Giancarlo dice che non era in pianto, la nonnina, nell’attimo della fotografia, era un’espressione di pudore e insieme di dispiacere per la propria debolezza, forse di riconoscenza per non essere stata lasciata sola: eccola lì la presenza, la protezione di cui parla Giancarlo. Era sempre stata lei a tirare avanti la famiglia con tre figli maschi e due femmine, e adesso, nonostante la malattia, ha capito con dolore e con gioia che sono gli altri a doversi preoccupare di lei.

Su Facebook decine di migliaia di condivisioni
Nella fotografia scattata a cavallo tra un anno e l’altro c’è il passaggio pietoso delle generazioni, quel momento (purtroppo sempre più raro) in cui tutto si capovolge e i nipoti, un tempo accuditi maternamente dai nonni, diventano i tutori della vecchiaia, padri o madri dei loro padri e delle loro madri, e magari dei loro stessi nonni quando non si vuole consegnare l’anziano a una casa di riposo pur di salvaguardarne l’intimità domestica fino all’ultimo. In religiosa ottemperanza a quella frase ricorrente sulla bocca dei vecchi: «Preferirei morire nel mio letto».
Non è un caso se la fotografia postata all’alba su Facebook ha avuto, in poche ore, decine di migliaia di condivisioni, applausi, adesioni che parlano di amore, di felicità e di tenerezza. Probabilmente anche con un po’ di ipocrisia, forse con qualche confortante dose di sincerità.