Famiglia sterminata, scarcerati i condannati.

Brescia, la Cassazione dispone un nuovo processo per il triplice delitto del 2006
La Cassazione ha disposto la scarcerazione di Vito e Salvatore Marino, i cugini originari di Trapani, condannati all’ergastolo per il triplice  omicidio di Angelo Cottarelli, 56 anni, della moglie Marzenna Topor, 41 anni, e del figlio 17enne Luca, sgozzati e finiti a colpi di pistola il 28 agosto 2006 nella loro villetta di Urago Mella, alla periferia di Brescia. I giudici hanno anche disposto un nuovo processo d’appello a Milano. La sentenza di condanna all’ergastolo era stata emessa a giugno dello scorso anno dalla Corte di Assise di Appello di Brescia a carico dei cugini Vito e Salvatore Marino (rispettivamente figlio e nipote del boss mafioso Girolamo Marino, ucciso alla fine degli anni Ottanta), accusati di essere stati gli esecutori materiali della strage.

I Marino, assolti in primo grado, furono condannati, invece, in appello. Adesso la Cassazione, nell’annullare la
sentenza di condanna di secondo grado, ha disposto che a giudicarli sia un’altra Corte di Assise di Appello: quella di Milano. La Corte ha intanto disposto l’immediata scarcerazione dei due imputati. Salvatore Marino era stato arrestato il 31 dicembre 2010 a Tenerife; il cugino Vito era stato invece catturato alle porte di Trapani a giugno. Entrambi dopo la sentenza di condanna, non avendo ricevuto nessun provvedimento restrittivo, si erano resi irreperibili