Fango travolge auto, muore giovane. Nella notte alle falde del Vesuvio

Il luogo in cui è morta la giovane di 23 anni, Valeria Sodano

A Roma dopo il nubifragio di ieri ripreso il servizio della Metro A e B, chiusa solo la stazione di Colosseo

Una giovane di 23 anni, Valeria Sodano è morta dopo che l’automobile dove si trovava è stata travolta da un fiume di fango. E’ accaduto in nottata a Pollena Trocchia, alle falde del Vesuvio. La giovane è morta durante il trasporto in ospedale. L’amica si è salvata aggrappandosi ad un palo della segnaletica stradale.

Le due amiche stavano rientrando a casa in auto quando si sono trovate improvvisamente in mezzo ad una colata di fango e detriti che scendeva lungo Via del Cimitero, una strada in pendenza che proviene dalle falde del vulcano. In tutto il Napoletano, la scorsa notte, si sono abbattuti temporali fortissimi. I vigili del fuoco hanno dovuto rispondere a centinaia di richieste di intervento, prevalentemente per allagamenti di vani terranei.

ROMA, RIPRENDONO SERVIZIO METRO A e B – Dopo il nubifragio di ieri a Roma, questa mattina alle 5:30 le due metropolitane, linea A e B, hanno ripreso a funzionare regolarmente. Chiusa solo la stazione Colosseo (metro B), per lavori di ripristino (si può utilizzare la vicina stazione Cavour).

Per quanto attiene la Ferrovia Roma-Lido, resta chiusa la tratta Acilia-Colombo per lavori di ripristino a causa dei danni causati da maltempo. E’ attivo, informa l’Agenzia per la mobilità, un servizio bus navetta, così come è regolare il tratto fra le stazioni di Acilia e Piramide. Utilizzabile anche la linea bus 04.

INFERNETTO, VVFF E P.CIVILE ANCORA AL LAVORO – Vigili del Fuoco e Protezione Civile hanno ripreso già dalle prime ore di questa mattina i lavori di sgombero di scantinati, box, garage e seminterrati nel quartiere romano dell’Infernetto, dove ieri un immigrato cingalese di 32 anni è morto annegato dopo essere rimasto intrappolato nel seminterrato dove viveva con la famiglia. La sala operativa mobile continua a ricevere decine di segnalazioni che vengono smistate alle loro squadre e ai volontari della Protezione Civile. Un signore si lamenta per il ritardo negli interventi, ma un volontario stremato replica: “Stanotte abbiamo riposato un po’, siamo distrutti”. In totale, nel solo quartiere alla periferia Sud della Capitale, sono stati effettuati 103 interventi da ieri. Da questa mattina sono partite anche le verifiche in alcuni stabili ed edifici che potrebbero essere stati particolarmente colpiti dal nubifragio di ieri. Intanto nel comprensorio dove ieri è morto Sarang Perera regna il silenzio, con alcune villette che portano ancora il segno del diluvio di ieri. Nelle stradine che portano all’abitazione c’é solo una signora che fa avanti e indietro da casa con secchi pieni d’acqua. Questa mattina presto, davanti al cancello che porta all’abitazione dove viveva Sarang non c’erano fiori o biglietti, ma solo i sigilli dei vigili urbani. All’ingresso del comprensorio c’é poggiato su un muretto solo una copia in lingua straniera del romanzo d’avventura di Jules Verne, Michele Strogoff.

IERI: RABBIA ALL’INFERNETTO,NOI ABBANDONATI – Case con mezzo metro d’acqua sul pavimento, seminterrati e negozi allagati, auto travolte da veri e propri “fiumi di pioggia” e l’esasperazione di centinaia di abitanti. Questa mattina l’Infernetto, quartiere al sud della capitale, ha avuto un brutto risveglio. Insieme a Casal Palocco è stata una delle zone più colpite dal violento nubifragio che si è abbattuto su Roma per diverse ore. Tanti i danni agli edifici, molte le strade trasformate in “laghi urbani” come anche le case invase dalla pioggia: in un seminterrato in via di Castelporziano tre metri d’acqua piovana sono costati la vita a Sarang, 32 enne cittadino dello Sri Lanka morto questa mattina nel suo appartamento dove viveva con la famiglia. “E’ una vergogna, i tombini non hanno funzionato e ci siamo ritrovati l’acqua in casa – ha raccontato Marcello, che vive da circa dieci anni nel quartiere – Dovrebbe pulirli il Comune in autunno e invece non viene mai nessuno e ce li dobbiamo pulire da soli. Ma Alemanno che fa? La prossima volta voto Lega”. E’ andata peggio a Enzo, un giovane che abita in via Umberto Giordano, tra le strade principali dell’Infernetto: “Mi sono entrati 30 centimetri d’acqua in casa. Ho dovuto buttare diversi elettrodomestici. Ha piovuto tantissimo, d’accordo, ma non è possibile che succeda questo. Qui non vengono mai a fare manutenzione. Oltre ai tombini ostruiti ci sono anche tante buche pericolose per chi va in moto”. E sono in tanti a raccontare le loro avventure, tra paura ed incredulità nel vedere il loro quartiere, fatto di strade alberate e villette, stravolto in uno scenario da alluvione:”E’ venuto giù il giardino, si è aperta una voragine – ha detto una donna – Dentro casa è tutto allagato e i danni sono ingenti”. “Dal water è uscito di tutto – ha aggiunto un altro residente – Le fogne non hanno proprio funzionato”. E nel mirino delle polemiche e delle accuse dei residenti finisce proprio il sistema fognario: “All’Infernetto – ha spiegato il presidente del XIII Giacomo Vizzani – il problema è che non esiste una rete fognaria per acque reflue e le responsabilità sono ataviche: le precedenti amministrazioni hanno male utilizzato gli oneri concessori che, al posto di finanziare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, sono stati usati per coprire i debiti fuori bilancio del Comune di Roma”. Ma il peggio potrebbe essere ancora arrivato. Secondo l’assessore municipale all’Urbanistica Amerigo Olive, circa 400 famiglie dell’Infernetto rischiano di passare la notte fuori casa perché hanno i loro appartamenti allagati o danneggiati. Per qualcuno non è altro che una “cronaca di un disastro annunciato”, il risultato di una “forte cementificazione del territorio che ha reso impermeabile il terreno”: “Tutto quello che è accaduto oggi a Roma – ha detto il presidente dei Verdi Angelo Bonelli -, è semplicemente inaccettabile per i danni ingenti causati ai cittadini. Alemanno può chiedere tutti gli stati di emergenza che vuole, ma i fatti sono che chi doveva pulire e disostruire i canali, i fossi, i tombini e le fogne, non lo ha fatto”. E proprio per queste ragioni i Verdi hanno presentato oggi stesso un esposto alla Procura della Repubblica per il reato di disastro colposo.

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