GdF COSENZA: truffa all’INPS. Individuati 517 braccianti fittiziamente assunti. Accertato dalla fiamme gialle un danno erariale di circa 1,8 milioni di euro

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A tale scopo ha provveduto a:
– predisporre fraudolentemente, tutti i documenti necessari per legittimare l’impiego della manodopera;
– inoltrare, una denuncia aziendale (mod. D.A.), utile ad ottenere il rilascio da parte del predetto istituto previdenziale del relativo codice CIDA, ed indispensabile per l’invio trimestrale dei modelli DMAG (dichiarazione di manodopera agricola) e la conduzione dei terreni sopra indicati;
– dichiarare falsamente all’INPS, di aver impiegato complessivamente n. 517 operai a tempo determinato, per complessive n. 41.420 giornate;
– giustificare l’effettivo esercizio dell’attività d’impresa, e quindi l’impiego dei lavoratori dichiarati, anche attraverso la presentazione delle relative dichiarazioni dei redditi.

Con tale condotta ha indotto in errore l’Ente Pubblico erogatore, circa la sussistenza dei requisiti di legge, ottenendo l’erogazione delle indennità in argomento a favore degli OTD comunicati dall’azienda agricola, così distinte:
nr. 431 per disoccupazione agricola; nr. 352, per malattia; nr. 31 per maternità e nr. 18 per congedo parentale, il tutto per un importo complessivo di circa 1,4 milioni di euro.
Inoltre, gli accertamenti condotti hanno consentito di appurare che l’azienda agricola, per il periodo al 2007 al 2012, ha omesso di versare nelle casse dello Stato i relativi contributi previdenziali INPS quantificati in oltre € 400.000,00. Tutte le situazioni penalmente rilevanti emerse a carico del titolare dell’azienda agricola interessata dagli accertamenti sono state opportunamente segnalate alla prefata Autorità Giudiziaria.
Al termine dell’attività sono stati individuati nr. 517 braccianti agricoli la cui posizione è al vaglio dell’A.G. competente per le indennità indebitamente percepite.
Anche questa operazione di servizio conferma la fondamentale importanza del ruolo istituzionale di Polizia Economico Finanziaria affidato alla Guardia di Finanza nel settore del controllo sulle “USCITE” del bilancio dello Stato, considerato che un corretto e appropriato uso delle risorse economiche disponibili consente di destinare maggiori risorse alle politiche di effettivo sostegno verso imprese e famiglie che si pongono in un contesto di regolarità.