Gli indagati non rispondono

Il ruolo delle autoscuole e dei funzionari coinvolti nell’operazione sulle patenti facili. Il direttore della Motorizzazione, Pastore, fa scena muta davanti al gip

Davanti al gip di Reggio Calabria il direttore della motorizzazione civile di Reggio Calabria Gaspare Pastore ha sostenuto l’interrrogatorio di garazia per rogatoria. Ma l’indagato, finito agli arresti domiciliari insieme ad altre sette persone nell’ambito dell’inchiesta sulle patenti facili, ha fatto scena muta. Assistito dall’avvocato Foti si è avvalso della facoltà di non rispondere.

E domani sia davanti al gip di Lamezia Terme che a quello di Catanzaro si svolgeranno gli altri interrogatori di garanzia relativi appunto all’operazione “Isola Felice” condotta dalla polizia stradale di Lamezia che, oltre all’attuale direttore della motorizzazione civile di Reggio, ha coinvolto anche il direttore della motorizzazione divile di Catanzaro, Gaetano De Salvo, funzionari e  dirigenti della stessa, titolari e dipendenti di autoscuole e di agenzie di disbrigo pratiche con sede in Catanzaro e provincia e nell’alto tirreno cosentino. Gi inquirenti sarebbero riusciti a smascherare e smantellare un’associazione per delinquere e una rete corruttiva che operava all’interno della Motorizzazione civile per il fraudolento rilascio di documenti di guida e certificazioni amministrative in cambio di laute ma illecite dazioni di denaro fino a 3.000 euro.

Otto persone sono finite agli arresti domiciliari e per nove è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza. Per tutti l’accusa a vario titolo è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso di ufficio, al falso ed alla truffa ai danno dello stato. Agli arresti domiciliari, oltre a Pastore e De Salvo, ci sono finiti anche Vincenzo De Sensi, titolare di una scuola guida di Lamezia Terme; Achille Amendola, collaboratore di De Sensi; Carmelo Tripodi ex esaminatore della Motorizzazione civile di Catanzaro; Roberto Arcadia, ingegnere; Sebastiano Fruci, titolare di una scuola uida di Curinga e il faccendiere Luigi Zullo. Per altri nove è stato disposto l’obbligo di dimora.

Tutti ora sono chiamati a difendersi dalle pesanti accuse formulate dal pm Domenico Galletta che nella richiesta di applicazione delle misure cautelari, ha ricostruito punto per punto il ruolo degliindagati nonchè gli episodi. Secondo le accuse l’organizzazione operava sotto la regia, il coordinamento e la promozione di numerosi soggetti. In particolare Pastore, il quale per la procura rivestiva la funzione di diretore della Motorizzazione di Catanzaro, anzichè svolgere la funzione di controllo della sua propria. In accordo con le autoscuole che moltiplicavano i loro iscritti con la prospettiva di patenti facili rilasciava ,quale esaminatore, patenti di categoria superiore in assenza dei presupposti di legge (in particolare a candidati assenti all’esame di teoria e guida) e consentiva consapevolmente che gli altri esaminatori compiacenti facessero altrettanto. E in accordo con Vincenzo De Sensi (monopolista dei certificati Adr) con gli esaminatori e con il delegato quale responsabile del corso, rilasciava i nulla osta per lo svolgimento dei corsi ed i nulla osta per lo svolgimento dei correlati esami Adr in mancanza dei presupposti. E consentiva all’ingegnere Roberto Arcadia, funzionario della Motorizzazione di Catanzaro, di rilasciare certificati di approvazione falsi (per veicoli allestiti o trasformati) perchè fondati su relazioni tecniche false provenienti sostanzialmente da Luigi Zullo e fatti figurare, sempre secondo le ipotesi d’accusa, come provenienti dall’ingegnere Giovanni Cannistrà (soggetto di cui Zullo utilizzava il timbro professionale falso) e di indurre le società interessate agli allestimenti ed alle trasformazioni di abbandonare i loro tecnici di fiducia di cui bocciava le relazioni tecniche allo scopo, per lo Zullo.

Secondo le accuse, De Sensi, titolare dell’omonima scuola guida, avrebbe avuto il ruolo di reclutatore di candidate alle patenti facili (candidati provenienti da tutta Italia, molti dei quali avevano avuto difficoltà a conseguire le patenti nelle sedi di provenienza) da segnalare al direttore Pastore perchè si provvedesse a organizzare apposite sedute d’esami, teorico e pratico, da gestire e pilotare con il coinvolgimento di esminatori e impiegati parte dei giochi. Sempre De Sensi, per la procura, quale titolare dell’autoscuola di Lamezia, aveva il monopolio a Catanzaro per il rilascio dei certificati Adr abilitanti alla guida di veicoli impiegati per il trasporto di merci pericolose e, d’intesa con il direttore Pastore e con gli esaminatori (e con il suo delegato quale responsabile del corso) secondo le accuse, faceva figurare falsamente come svolto il corso obbligatorio propedeutico allo svolgimento degli esami, come svolti regolarmente gli esami, come rilasciati regolarmente gli Adr, sebbene rilasciati in assenza dei presupposti di legge a candidati provenienti da ogni parte d’Italia, alcuni dei quali reclutati e indirizzati dall’autoscuola Sole di Praia a Mare.

Un ruolo di reclutatore di candidati alle patenti facili lo avrebbe svolto anche Sebastiano Fruci, titolare dell’omonima autoscuola di Curinga (ex presidente del Consorzio provinciale autoscuole di Lamezia) che avrebbe reclutato numerosi cittadini cinesi che non parlavano e non comprendevano nemmento la lingua italiana. Altro ruolo svolto, era quello di Gaetano De Salvo, il quale rivestiva la qualità di funzionario della Motorizzazione di Catanzaro rilasciando, per la procura, patenti facili false come esaminatore allo scopo destinato; rilasciava facili Adr falsi presso l’autoscuola De Sensi, d’accordo con il direttore Pastore e turnando con l’ingegnere Arcadia. Secondo le accuse inoltre Zullo era un faccendiere senza alcun ruolo formale all’interno della Motorizzazione di Catanzaro. (il quotidiano P.R.)