“Ho salvato migliaia di persone” il pm chiede arresto per Schettino

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All’esterno dell’aula, durante l’interrogatorio erano presenti la moglie, il fratello e un cugino del comandante Francesco Schettino. “Sentiamo il dovere di respingere con forza qualsiasi tentativo di delegittimazione della sua figura – ha affermato la moglie, Fabiola Russo – invitando a comprendere la sua tragedia ed il suo dramma umano“.  “Molti dei particolari pubblicati, relativi al comportamento del comandante Schettino, sono da verificare, mentre i tanti che l’hanno conosciuto bene, hanno testimoniato la sua dedizione assoluta al lavoro e la sua professionalità, dimostrata anche dalla manovra prontamente decisa ed attuata per limitare al massimo le conseguenze dell’incidente ai passeggeri presenti a bordo“.

Il comandante Francesco Schettino ha risposto lungamente a tutte le domande che gli sono state fatte durante l’interrogatorio di garanzia” ha detto il suo difensore, mentre per il procuratore Francesco Verusio “la ricostruzione dei fatti non ha modificato l’impianto accusatorio della procura“. Il gip di Grosseto Valeria Montesarchio si è riservata di decidere sulla misura della custodia cautelare in carcere a carico del comandante della Costa Concordia chiesta dalla procura. Il gip di Grosseto si è riservata anche di decidere sulla convalida del fermo. Una decisione attesa entro stasera, secondo l’avvocato Bruno Leporatti, legale del comandante della Costa Concordia.  Il difensore ha chiesto di non convalidare il fermo e il rigetto dell’istanza per la misura in carcere perchè non sussiste alcune esigenza cautelare che possa sorreggere un provvedimento limitativo della libertà personale.

Quello del comandante è stato “un comportamento incongruo rispetto alle sue responsabilità e ai suoi impegni“, e di “una percezione alterata della realtà“. Questo il giudizio di Massimo Di Giannantonio, del centro di psichiatria dell’ Università di Chieti. Secondo lo psichiatra, dall’ascolto della telefonata in questione sorgono alcuni interrogativi: “quale era l’alcolemia di Schettino prima, durante e dopo il naufragio della nave, se sia stato fatto un esame tossicologico nel sangue per verificare l’assunzione di sostanze psicoattive legali o illegali – continua – e quando è stata l’ultima volta che il comandante è stato sottoposto ad una valutazione neuropsicologica“. Dalle parole invece del comandante della Guardia Costiera traspare, secondo Di Giannantonio, “incredulità, sbigottimento e una severa condanna“. Schettino sarà sottoposto a esami tossicologici.

Sul comportamento del comandante nella serata di venerdì 13 si è espresso anche uno dei cuochi di bordo, Rogelio Barista di nazionalità filippina, che ha raccontato che la sera del disastro il comandante Francesco Schettino era indifferente a quanto stava succedendo a bordo dopo l’incidente “Il comandante ci ha ordinato la cena intorno alle 22-22.30 e l’ho visto con una donna che non ho riconosciuto“, ha detto Barista.
Ho guardato fuori per cercare il comandante e l’ho visto ancora in attesa del suo drink. Mi sono chiesto perchè, con tutto quello che stava accadendo -ha concluso – stava ancora aspettando il dessert per la sua ospite”.

Trovati altri 5 corpi nella poppa sommersa

Le inchieste sul naufragio della nave davanti all’isola del Giglio sono tre, come ha rivelato il comandante generale delle Capitanerie di porto Marco Brusco.

Il primo dei tre filoni è “della Procura della Repubblica” ed è il filone penale in cui è stato sottoposto a fermo il comandante della nave Francesco Schettino, accusato di omicidio colposo plurimo, disastro e abbandono della nave. La procura temeva che potesse scappare all’estero. Unico altro indagato al momento è il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio. Stamattina, al tribunale di Grosseto si terrà l’interrogatorio di garanzia di Schettino e il gip dovrà decidere se convalidare o meno il fermo.

Il secondo filone è “amministrativo sulle cause, con una commissione di inchiesta della direzione marittima” che poi fornirà “i risultati al ministero delle Infrastrutture”. L’ultimo filone è stato “voluto dal ministro Passera, sulle cause e la dinamica” cosa che “servirà anche all’Agenzia marittima europea per vedere se è il caso di cambiare la normativa”.

La ricostruzione. E le testimonianze aggravano la posizione del capitano, Francesco Schettino. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, risulta che l’impatto sia avvenuto alle 21,42 e l’ordine di abbandono nave sia stato dato poco prima delle 23 (alle 22.58). A precisare gli orari del disastro, è il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio. Verusio ha ricordato come Schettino è stato autore “di una manovra che non poteva e non doveva essere fatta” e ha sottolineato il rischio di “inquinamento delle prove e possibile fuga, perché le responsabilità a suo carico sono importanti“.

Secondo le carte dell’inchiesta, va avanti Verusio, “risulta che il comandante si trovasse sulla plancia di comando al momento dell’impatto e ha fatto una manovra di avvicinamento alla costa troppo azzardata, in un’area dove ci sono fondali scoscesi ma comunque segnalati sulle carte nautiche“. Confermati altri particolari già emersi in questi giorni, come l’abbandono della nave quando c’erano parecchi passeggeri da portare in salvo.