Ignari turisti usati come corrieri droga. 30 arresti

Offrivano ospitalità ai turisti in Marocco e, a loro insaputa, imbottivano le loro automobili di droga, che recuperavano una volta raggiunta l’Italia. Così una banda di trafficanti di origine marocchina riusciva ad alimentare un giro di cocaina e hascisc nel nord Italia, dove riuscivano a far arrivare circa 90 chilogrammi di stupefacenti ogni due giorni.

I carabinieri del Comando provinciale di Piacenza hanno sgominato l’organizzazione, dedita al traffico di droga tra le province di Piacenza, Pavia e Lodi, effettuando decine di perquisizioni e arrestando 30 persone, tutte di origine marocchina. I carabinieri hanno accertato che in diversi episodi, per il trasporto della droga, i componenti della banda si recavano in Marocco e adescavano ignari turisti italiani che viaggiavano in auto, ai quali fornivano l’ ospitalità. Negli ultimi giorni della vacanza chiedevano in prestito la vettura e la imbottivano di stupefacente, per poi recuperarlo una volta giunti in Italia, passando per la Spagna. Il sistema consentiva di trasportare la droga senza il timore di subire controlli di polizia e con la convinzione di non poter essere scoperti in caso di sequestro delle sostanze. Le attività investigative sono state condotte anche con l’ausilio di mezzi tecnici e con una persona sotto copertura; numerose le perquisizioni eseguite anche con l’ausilio dei cani antidroga ed antiesplosivo.

L’altra notte i carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola d’Arda, con il supporto di un elicottero del 13/o Nucleo di Forlì e del Nucleo cinofili di Bologna, hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone di origine marocchina. L’operazione ‘Re Matto’, coordinata dal Pm di Piacenza Antonio Colonna, ha concluso un’attività di indagine dei militari cominciata nel settembre dello scorso anno, che aveva già portato a 12 arresti in flagranza di reato e al sequestro di 15 chili di hascisc e 150 grammi di cocaina. Gli arrestati sono stati condotti in carcere a Piacenza, Pavi e Lodi.