Il collaboratore di giustizia Belnome spiega i rapporti con i clan lombardi: “Così mantenevo i legami tra Giampà e Giussano”

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GRATTERI: Allora, Belnome, noi desideriamo iniziare a sapere da quando è stato battezzato, poco prima che venisse battezzato nella `ndrangheta con chi si frequentava, qual è stato il contesto, l’humus nel quale è nata poi, è maturata l’idea di entrare a far parte della `ndrangheta.
BELNOME: Beh le mie frequentazioni… io ho dei parenti che già fanno parte della `ndrangheta, che sono Liberato Tedesco, Bruno Tedesco e poi…
GRATTERI: Parenti da parte di sua moglie?
BELNOME: No, no, parenti da parte di mia madre, diciamo, mia nonna, mia nonna fa Tedesco di cognome. La buonanima di Raffaele Tedesco era suo fratello, sono tutti morti, parlo più di vent’anni fa. E determinante è stato il rapporto con Andrea Ruga, io e Andrea Ruga quando lui è uscito dal carcere eravamo molto in simbiosi, eravamo sempre insieme si può dire. omississ
BELNOME: Beh il rito l’ho assistito solo in quella circostanza, mi tagliavano l’indice della mano e poi fecero il rito del padrino. Però a memoria non lo so perché solamente in quella circostanza… so la copiata, va bè me la diede Cosimo Leuzzi.
GRATTERI: La copiata chi era?
BELNOME: Era Nicola Alvaro, Carmelo Iamonte, Pietro Commisso
GRATTERI: E i tre che funzioni?
BELNOME: Bè i tre della… sono i tre della Provincia, no? Tirrena, la Chiana, Reggio e Ionica
GRATTERI:Possiamo dire che rappresentavano i tre mandamenti?
BELNOME: Questi rappresentavano, perché se no non potevano essere la copiata. Questi avevano la carica, i responsabili della carica del padrino. Poi c’erano i tre responsabili della carica della santa, del vangelo, trequartino, quartino, del padrino e della crociata; e ognuno rappresentava…..Perché io ricordo che Carmelo Iamonte me l’ero trovato… fu una riscoperta perché io ce l’avevo non ricordo bene se nel vangelo o nella santa, adesso non ricordo, comunque me lo ritrovai nel padrino. Quindi c’è stata un’ evoluzione…..omississ…
Gli inquirenti, quindi, non hanno alcun dubbio: «Il giudizio positivo sull’attendibilità intrinseca di Belmonte Antonino – scrivono nell’ordinanza – si basa sul ruolo di primo piano rivestito nel locale di Giussano e sulla genesi della sua collaborazione, oltre che sul coerenza e logicità interna delle sue dichiarazioni, utilizzate anche nelle cosiddette operazioni “crimine” e “infinito”». (Calabria Ora – S.M.Gi.)