E’ il giorno degli Indignati: Roma città blindata

Sono arrivati in piazza della Repubblica a Roma i primi partecipanti alla manifestazione nazionale del movimento degli Indignati prevista per le ore 14. Zaini e sacchi a pelo alla mano sono giunti con i pullman da Milano alla stazione Anagnina e da qui si sono spostati nella zona di Termini. “La passione politica non ha prezzo – recita uno dei primi cartelli esposti in piazza – per tutto il resto c’é Berluscard”. “Siamo del popolo viola di Milano – dice Pino, tra i primi arrivati in piazza della Repubblica -. Siamo arrivati con dieci pullman alla stazione Anagnina e di qui alcuni sono andati a San Giovanni dove è in corso un’assemblea pubblica, altri stanno facendo un giro per Roma in attesa dell’inizio del corteo”. “Perché mi sento un indignato? – dice Pino – Perché mio figlio guadagna 700 euro al mese, assiste disabili ed è costantemente precario e non può costruirsi un futuro. Spero che oggi non ci siano scontri, ma la tensione credo sarà inevitabile”.

INDIGNATI, ROMA CITTA’ BLINDATA di Lorenzo Attianese
Tensioni a Roma e a Milano e una mobilitazione nazionale per la quale sono annunciate 100 mila persone a Roma in occasione della ‘giornata della rabbia’. Sale la ‘temperatura’ delle proteste in attesa del corteo degli indignati che oggi sfileranno in una Capitale blindata, dove si cerchera’ di scongiurare il rischio del ripetersi degli episodi dello scorso 14 dicembre, quando si scateno’ nella citta’ una vera e propria guerriglia urbana. Ieri a Roma gli studenti hanno improvvisato un corteo raggiungendo piazza Montecitorio e dopo la notizia dell’esito delle votazioni sulla fiducia al governo hanno lanciato uova contro la Camera. Poi hanno bloccato via del Corso seduti in strada per alcuni minuti. A Milano, invece, hanno sfilato duemila persone e una ventina di studenti hanno tentato di entrare nella sede meneghina della banca americana Goldman Sachs: hanno lanciato ortaggi e sacchi di immondizia dopo essere stati respinti da alcuni dipendenti. Alcuni momenti di tensione si sono verificati anche con la polizia che presidiava la sede della Fininvest.

Un crescendo di proteste che si spera non culmini nel corteo di oggi a Roma dove sono attese – secondo gli organizzatori – oltre 100 mila persone da tutta Italia, provenienti da 50 province diverse. Venti pullman sono previsti solo da Napoli.     Il corteo partira’ intorno alle 14 da piazza della Repubblica, passando per via Cavour, i Fori Imperiali, via Labicana, fino a raggiungere piazza San Giovanni. E alla manifestazione parteciperanno anche alcuni politici, come il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e l’ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti. In testa ci saranno i rappresentanti di varie realta’ sociali in lotta, dai precari ai cassaintegrati. A seguire anche esponenti dei centri sociali, movimenti e studenti. Tra di loro c’e’ il rischio che possano infiltrarsi alcuni ‘specialisti’ dei tafferugli, come alcuni ultras che potrebbero agire a volto coperto creando tensioni.     I manifestanti non escludono comunque blitz a sorpresa e deviazioni annunciando una mobilitazione permanente con degli accampamenti, tipo tendopoli, nei luoghi simbolo della citta’, come i Fori Imperiali.     La questura di Roma si prepara ad affrontare quindi una giornata difficile e delicata.

Il questore di Roma, Francesco Tagliente, ha firmato un’ordinanza per garantire la sicurezza della citta’. E’ previsto un dispositivo ”ad assetto variabile”, in continua evoluzione a seconda del cambiamento degli scenari volta per volta. Potrebbero essere circa 1.500 gli uomini delle forze dell’ordine impegnati. E’ stato elaborato per l’occasione un ”modulo operativo aperto”, per consentire la flessibilita’ e la rapidita’ dello spostamento dei mezzi e degli uomini delle forze dell’ordine cosi’ da assicurare la dinamicita’ e l’efficacia delle risorse impiegate anche di fronte ad eventi imprevedibili.

INDIGNATI:IN PIAZZA IN TUTTO MONDO, GUIDATI DAL WEB di Michele Esposito
Il countdown è iniziato e rimbalza sul web a ritmi via via più sostenuti, dagli Stati Uniti all’India, dalla Spagna all’Italia. Oggi, in tutto il mondo, sarà la giornata degli indignati, il movimento che, partendo da Madrid è dilagato in una manciata di mesi nei 5 continenti chiamando a raccolta per il 15 ottobre studenti, precari, disoccupati, pensionati. Tutti, “uniti per un cambiamento globale”, come recita il titolo del sito internet del movimento internazionale. Ed è proprio il web il filo rosso che unisce questi ‘indignados’ planetari, abilissimi a diffondere la voce attraverso la rete, i social network, twitter. Il sito ‘United for a global change’ ha una pagina Facebook con più di 18mila iscritti. Il video-slogan del movimento, della durata di poco più di un minuto, è tra i più cliccati su Youtube e negli ultimi giorni ha fatto il giro del mondo. La clip inizia con una grande sveglia che suona per le principali città del pianeta, alterna le immagini dei ‘grandi’ della Terra a quelle delle proteste organizzate negli ultimi mesi in Grecia, Spagna, Nordafrica. “La situazione è intollerabile, il sistema è corrotto, l’indignazione globale”, indicano le scritte che si sovrappongono sulle immagini, al ritmo delle percussioni. Quindi, l’appello conclusivo: “é tempo di unirsi, è tempo che loro ci ascoltino, gente del mondo ribellatevi”. E ‘loro’, scrivono gli organizzatori sulla prima pagina del sito, sono “i politici e le elite della finanza” che “non ci rappresentano: devono sapere che siamo noi a decidere per il nostro futuro”, per una “vera democrazia”. Il richiamo degli ‘indignados’ parte da lontano, dall’ adunata di Puerta del Sol del 15 maggio. Ma, fin dal primo esordio, i manifestanti iberici avevano programmato una convocazione europea. Presto però la voce si è sparsa al di là degli oceani. Oggi gli indignati scenderanno in 951 città di 82 Paesi diversi. Sfileranno “pacificamente” a Madrid, Roma, Londra, Mumbai, Belgrado, Rabat riempiendo le piazze simbolo del potere dei quattro angoli del globo. A New York, gli ‘indignants’ di Wall Street hanno già da giorni occupato Zuccotti Park. Su Twitter, da tutto il mondo arrivano ringraziamenti, appelli dell’ultim’ora, aggiornamenti. E si legge come nell’arcipelago di Kiribati, in pieno Oceano Pacifico, le manifestazioni siano già cominciate. Il resto del mondo dovrà aspettare ancora una manciata di ore.