IL LAVORO LA VIRTU’ E LA MEMORIA, simboli attivi di una città

raffaele

La scultura  simboleggia in sé l’attaccamento e la dedizione al lavoro e commemora l’anelito operoso di un capostipite dei Raffaele, Armando Raffaele scomparso proprio dieci anni  fa che lo  aveva promosso personale obiettivo di vita. Sì con lo spirito propositivo del lavoro egli  aveva individuato in quei tempi grigi del secondo dopoguerra, la necessità di un impegno che promuovesse un rilancio di attività operose. Come altri in diverse realtà d’Italia egli si fece promotore di un impegno oneroso volto alla ricostruzione, e all’emancipazione che ridessero un nuovo volto alla propria Nazione. Armando Raffaele colse in pieno le aspettative del periodo e si votò alle attività produttive, riconobbe le necessità e i momenti di opportunità più che favorevoli per l’imprenditoria in quei frangenti. Anche altri cittadini operosi si distinsero in Lamezia, ma in lui si ebbe uno dei più prodighi e attivi, poiché da subito s’impegnò a favore della comunità offrendo occupazione e sostegno a molti in città.
Pertanto Armando può a pieno titolo considerarsi un paladino della città di allora, della Nicastro la cui effige riscontrabile in una cartolina dell’epoca, rappresentante la stessa Piazza Mazzini in cui egli iniziò con abnegazione il suo lungo percorso d’imprenditore. Con lui la memoria produce visioni cariche di nostalgie che nel color seppia dell’immagine fotografica di una cartolina dell’epoca, permette si rievochi sia lo spaccato vitale del centro città di allora e della piazza che già lo aveva intravisto giovanissimo intraprendere la sua attività di commercio. Inoltre in quel tempo la piazza ospitava la stazione di Pullman.
Un mondo quello che s’intravede attraverso la foto che volentieri ancora in tanti immaginiamo e riportiamo in mente, lo stesso che esiste comunque nell’intimo della nostra memoria più personale di cittadini Lametini. Infatti  è necessario possedere un passato e degli esempi che a questo ci riportino per meglio guidarci in avanti. E ben vengano gli esempi illustri, positivi e virtuosi, i medesimi che ci aiutino a meglio realizzare questo nostro presente difficile, dalle crisi si rinasce e si riparte per migliori obiettivi. 
Il passato, la volontà, l’impegno e le rimembranze di storie che sebbene appartenute ad altri ci galvanizza e ci  supporta spronandoci verso un futuro migliore,dove  da posteri ci sentiamo di voler idealmente ereditare la caparbietà e la forza emotiva degli uomini d’altri tempi .
Mi è sentito quindi parteciparvi in ultimo le parole che Armando Raffaele soleva reiterare con dolcezza e con personale e speciale simpatia, quelle che narrano dei suoi sogni e che a volte dispensava con generosa e scanzonata retorica. Lui che era solito essere di poche parole, comunicava di più con un sorriso appena accennato, gli occhi vivaci e allegri, quasi sornioni, la parola espressa sottovoce, ma sempre sommessa al suo lieve labiale che lasciava meglio intendere quanto un sorriso valesse più delle stesse parole dette in forma seria o severa. Conosceva la vita e gli uomini e chi ebbe l’opportunità di incontrarlo  lo riconoscerà facilmente dalla veloce descrizione espressa. Lui  pacatamente suggeriva, raccontava quel particolare sogno che ebbe la fortuna di vivere e realizzare, il più bello che gli fosse mai apparso, confuso tra il senso della realtà e la fantasia come i sogni spesso ci  provocano quando divengono un pensiero costante ,tale da apparire  tutt’uno con  il progetto proprio del nostro percorso di vita.
… il Sogno.
“… Se abbiamo  l’immaginazione, la forza di sognare il futuro che vogliamo, allora abbiamo anche la responsabilità di realizzare quel sogno e siamo liberi di scegliere se rimanere legati al passato oppure iniziare a costruire qualcosa di nuovo e migliore.
… Credo che la responsabilità sia una delle forze più potenti che un individuo abbia a disposizione e credo ancora sia l’unica strada buona per dare un senso più profondo alla nostra vita e al lavoro che inevitabilmente ne fa parte. “

Questo resta il messaggio generoso che Armando Raffaele ci ha lasciato in consegna e per tutto ciò lo ringraziamo come nell’occasione desideriamo estendere anche i ringraziamenti a quanti con il loro contributo hanno reso possibile la realizzazione di questo evento. Un ringraziamento particolare va inoltre   al sindaco prof. Gianni Speranza, alla giunta comunale per la sensibilità dimostrata deliberando all’unanimità l’accettazione della donazione.