Il Peperoncino Jazz Festival approda sullo Ionio Cosentino, da stasera tappe a Roseto con Corsi/Musolino e Scott Hamilton 4tet

Roseto Capo Spulico – Da ieri sera, con l’atteso concerto del grande sassofonista americano Wayne Escoffery in programma nel centro storico di Francavilla Marittima, il XVII Peperoncino Jazz Festival – rassegna itinerante nelle più belle località calabresi in programma fino al prossimo 16 settembre con oltre 50 eventi in cartellone – approderà ufficialmente nella zona ionica del Cosentino, laddove, fino al prossimo 10 agosto, risuoneranno le sue note e si diffonderanno i suoi sapori.
Dopo esser partita da Reggio Calabria, aver fatto tappa a Cosenza e aver attraversato il Pollino e la Sila, la carovana del XVII Peperoncino Jazz Festival, dunque, in questi giorni si sposterà nella parte più settentrionale della costa ionica calabrese, con due concerti ad ingresso libero e di grandissimo valore artistico in programma nel borgo medievale di Roseto Capo Spulico grazie al volere del Sindaco Rosanna Mazzia, del consigliere con delega al Turismo Sabrina Franco e di tutta l’attivissima amministrazione comunale rosetana, da ormai sette anni in perfetta sinergia con il festival musicale più piccante d’Italia.
Il primo concerto, in programma stasera, mercoledì 1° agosto, nel caratteristico centro storico del comune ionico (nel cortile del Municipio), sarà l’occasione di incontro e di confronto tra uno dei più rappresentativi esponenti della scena musicale calabrese – il bassista, cantante e arrangiatore Roberto Musolino – e il chitarrista genovese Armando Corsi.
Definito dagli addetti ai lavori “La chitarra che sorride”, Corsi ha alle spalle quasi 50 anni di musica che iniziano nelle vecchie osterie di Genova, tra ballate dialettali e brani classici; che passano attraverso l’America Latina, con le grandi compagnie di crociera e tanta attenzione per musicisti come Joao Gilberto, Jobim e Piazzolla, e giunge a collaborazioni che vanno da Paco De Lucia, Eric Marienthal e Anna Oxa, fino a Ivano Fossati (con cui ha condiviso quattro anni di tournée) e ad altri importanti artisti della scena musicale italiana (tra cui Ornella Vanoni, Gino Paoli, Samuele Bersani, Bruno Lauzi e Katia Ricciarelli).
Nel corso della serata i due musicisti, incontratisi umanamente e professionalmente a Roma nel 1995 ai tempi del primo album di Corsi, “Itinerari” e, da allora, spesso insieme dal vivo e in studio, presenteranno il progetto “Itinerari e Incontri”, fatto di brani inediti, canzoni e pezzi strumentali, senza dimenticare le rivisitazioni di brani degli artisti della cosiddetta “Scuola Genovese” (da Fossati a Tenco, da Paoli a De Andrè).
Il giorno seguente (giovedì 2 agosto), invece, sul palco allestito nel caratteristico scorcio della piazza intitolata Roberto il Guiscardo sarà di scena il quartetto di Scott Hamilton, considerato uno dei migliori sassofonisti al mondo nel suo genere (il jazz mainstream), musicista che ha avuto la fortuna di imparare la musica assorbendo direttamente la lezione dai maestri leggendari che lo hanno tenuto a battesimo a New York negli anni Settanta e oggi è considerato uno dei pochi musicisti portavoce della tradizione del sax tenore nel jazz, in linea con lo stile di grandi come Ben Webster, Coleman Hawkins, Zoot Sims e Don Byas.
Interprete di una musica elegante, basata su un impeccabile fraseggio e un sound che già negli anni Settanta, quando la tendenza era quella di sondare alternative sonore particolarmente aggressive, lo impose per la dolcezza del suo sassofono e l’immaginazione creativa, Scott Hamilton è nato a Providence, Rhode Island, nel 1954.
Musicista di grande talento, a soli trent’anni anni è stato chiamato alla corte di Benny Goodman, oltre ad aver iniziato presto a incidere album con la prestigiosa etichetta discografica Concord Records come membro della Concord Jazz All Stars, e ad oggi ha più di trenta album pubblicati a suo nome.
In occasione del concerto rosetano, patrocinato dal Consolato Generale degli USA, il grande sassofonista americano incontrerà gli Hammond Groovers, trio composto da tre tra i più richiesti e talentuosi musicisti della scena italiana: Daniele Cordisco (giovane chitarrista vincitore del prestigioso Premio Internazionale Massimo Urbani nel 2013), il carismatico organista Antonio Caps ed Elio Coppola, batterista già applaudito, tra gli altri, al fianco di Joey De Francesco, Benny Golson e Peter Bernstein.
In entrambe le tappe rosetane, come da tradizione del festival diretto artisticamente da Sergio Gimigliano e organizzato dall’associazione Picanto con il contributo della Regione Calabria e di molti altri enti pubblici e importanti sponsor privati, sarà possibile degustare i migliori vini calabresi grazie ai Sommelier professionisti della F.I.S. (Fondazione Italiana Sommelier) Calabria presieduta da Gennaro Convertini.
E intanto cresce, in queste ore, l’attesa per uno dei concerti/evento del XVII PJF: quello dei mitici Yellowjackets (la più longeva e famosa fusion band della storia), in programma venerdì prossimo, 3 agosto, nella splendida cornice del chiostro di Palazzo S. Bernardino, vero e proprio gioiello architettonico che impreziosisce il centro storico di Rossano (sito nel territorio del nuovo, importante comune di Corigliano – Rossano), che sarà realizzato grazie alla virtuosa sinergia tra l’amministrazione comunale guidata pro tempore dal Commissario prefettizio Domenico Bagnato e importanti sponsor privati (La Pietra Srl, Salumificio Montagna Spa, Busitalia Simet Spa, Amarelli Srl, UBI Banca).