Il porto turistico di Lamezia sarà a forma di atollo

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È amministratore unico dalla Porto di Lamezia, che ha in mente una grande idea, cioè non intaccare la costa lametina con una strutturale portuale di medie dimensioni e non invasiva. Ad impatto ambientale vicino allo zero.

«L’idea di un porto a Lamezia l’abbiamo da tanto tempo, – spiega Giovanni Lopreiato – perchè proprio qui confluiscono aeroporto, autostrada e snodo ferroviario. Manca però uno sbocco a mare, e nella mente di tutti c’è questa necessità. – Lopreiato riconosce che – è un momento favorevole perchè c’è una convergenza di Comune. Provincia e Regione su una struttura portuale turistica».

Il progetto, l’unico presentato finora da un privato, prevede un atollo, cioè una piattaforma artificiale nel mare collegata a terra attraverso l’attuale pontile abbandonato.
Per il progetto lametino non si fa cenno ai costi, ma per l’opera dovrebbero essere necessari circa 20 milioni di euro. Somma non indifferente visti i tempi di ristrettezze economiche per gli enti locali. Si tratta comunque di un “project financing”, cioè di un progetto che dovrebbe essere finanziato da privati in cambio della concessione della struttura per qualche decennio in modo da rientrare nelle spese e fare utili.

Dopo l’inclusione del porto nel progetto preliminare del Psc, il nuovo Piano regolatore comunale, è arrivato anche il sì della Regione con l’inserimento di Lamezia nel Piano dei porti turistici. Ma il via libera dal punto di vista urbanistico dovrà ancora darlo la Capitaneria di porto, cioè il ministero delle Infrastrutture. Se ci sarà l’OK potrà partire l’iter previsto dalla legge Burlando e si aprirà una gara pubblica a cui potranno partecipare tutte le ditte interessate presentando i loro progetti entro un termine. Alla fine la parte tecnica sarà affidata al Comune che dovrà gestire l’opera.

«Abbiamo fatto un’indagine di mercato, – dice l’ingegnere Lopreiato – e l’estrema vicinanza con l’aeroporto favorisce una struttura turistica di questo tipo. Se poi 900 posti barca sono troppi il progetto si potrà restringere a 600-700. Stiamo lavorando su questo, e abbiamo notato una collaborazione attiva su questa nostra iniziativa del vicesindaco Francesco Cicicione, del consigliere provinciale Giampaolo Bevilacqua e da parte del presidente dell’Asi Luigi Muraca».

Infatti il piano regolatore dell’area industriale da tempo prevede sulla fascia costiera una zona di sviluppo turistico. Tant’è che oltre al porto sono arrivati i progetti di un grande villaggio turistico da parte di una società russa, e di un campo da golf proposto da un’impresa calabrese. Tutto in stretto contatto con porto e aeroscalo.