Il procuratore aggiunto Borrelli della Dda: “Saremmo in grado nei prossimi 8 mesi di ripulire la città”

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Don Giacomo Panizza, fondatore della comunità “Progetto Sud”, ha rimarcato il fatto che «anche in questa regione si può stare dalla parte giusta se si rompono gli stereotipi e se non ci si rassegna a vivere in maniera passiva e fatalista». Ospite dell’incontro anche Mario Congiusta, papà del giovane Gianluca che venne ucciso nel 2005 perché non pagò il pizzo chiesto al futuro suocero. «Più cerco di capire e più m’indigno» ha confidato Congiusta, profondamente amareggiato, «ho scritto al presidente della Repubblica per chiedere giustizia e per dirgli di farmi ritrovare l’orgoglio di essere calabrese».
Alla presentazione del libro avrebbe dovuto presenziare anche Marisa Garofalo, sorella della testimone di giustizia Lea che è stata uccisa e poi sciolta nell’acido dalla `ndrangheta. La signora Garofalo non ha partecipato perché qualche giorno fa è venuta a mancare la madre Santina, distrutta dal dolore per la perdita di due figli morti ammazzati. A tutta la famiglia Garofalo è andato il saluto e l’abbraccio ideale dei presenti all’iniziativa.
A portare la sua testimonianza al dibattito è stato anche il commerciante lametino Rocco Mangiardi che, qualche anno fa, ebbe il coraggio di denunciare i suoi estorsori. «Essere un cittadino che ha scelto da che parte stare, ha commentato Mangiardi, ha voluto dire conoscere persone speciali che mi hanno insegnato tanto». Il commerciante ha ricordato che il prossimo 4 dicembre inizierà a Catanzaro il max i processo ai boss e agli affiliati della cosca Giampà.
«Io ed altri miei colleghi ci costituiremo parte civile, ha annunciato, agli imprenditori e ai commercianti locali che ancora non vogliono denunciare e non vogliono liberarsi dalla schiavitù del pizzo, dico che dopo i Torcasio e i Giampà si ritroveranno ad avere a che fare con altri criminali che li vorranno tenere sotto scacco. Perciò conviene denunciare e rompere finalmente il muro dell’omertà».
Ad introdurre l’incontro è stata la studentessa del liceo “Campanella” Aurora Del Re che ha letto alcuni brani di diversi autori calabresi come Corrado Alvaro e Leonida Repaci. (Gazzetta del Sud – m.s.)