“Isola felice” Gli indagati respingono le accuse. Zullo non risponde

Gli interrogatori di garanzia, delle persone coinvolte nell’inchiesta “Isola Felice“, si sono conclusi ieri mattina con l’audizione di Luigi Zullo, definito dagli inquirenti “il faccendiere”, Andrea Cristini, Andrea Scalzo, Nicola Sola e Antonio Iozzo. L’operazione “Isola Felice” ha permesso di scoprire un’organizzazione specializzata nel “taroccare” patenti di guida e altri benefici venduti fino a 3 mila euro ciascuno. Quasi tutti gli indagati hanno risposto alla domande del gip Carlo Fontanazza, respingendo le accuse. L’unico indagato che ha deciso di non dare spiegazioni rispetto ai capi d’imputazione, avvalendosi della facoltà di non rispondere è stato Luigi Zullo; il suo avvocato ha spiegato che «c’è un’enorme quantità di materiale investigativo sul quale chiaramente vogliamo vederci chiaro, e ci siamo ripromessi di farci risentire dal giudice». Quindi, quando il quadro indiziario sarà ampiamente analizzato, Zullo non mancherà di rispondere alle domande del giudice per chiarire la sua pozione. Secondo l’accusa, il quale lo ha definito «faccendiere senza alcun ruolo formale all’interno della Motorizzazione civile di Catanzaro», Zullo era il soggetto che avrebbe predisposto «per conto e su mandato di Roberto Arcadia, relazioni tecniche (circa l’allestimento e la trasformazione di veicoli a motore) fatte figurare falsamente come provenienti da un ingegnere, con l’impiego di un timbro professionale apocrifo, ma sostanzialmente riconducibili a sè ed all’ingegnere Arcadia; facendo attestare ad officina inesistente, risultante a lui intestata, il montaggio a regola d’arte nonché l’origine di quanto montato per l’allestimento del veicolo». Gli altri indagati Cristini, Scalzo, Iozzo e Sola hanno respinto le accuse. Per tutti gli indagati è stata chiesta la revoca dei provvedimenti restrittivi.